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"Il programma Cultura dell’Unione europea dovrà puntare al riconoscimento di un epos europeo attraverso il racconto dell’identità e dei personaggi storici così da costruire un nuovo immaginario"

“L’Unione Europea e i suoi Stati membri sono il luogo per eccellenza della cultura, dove si è formato il pensiero culturale e artistico che oggi deve diventare ancora di più una forma di diplomazia e industria al tempo stesso”. E’ quanto ha sottolineato il presidente della commissione Cultura della Camera e responsabile Nazionale cultura e innovazione di Fratelli d’Italia, Federico Mollicone, presentando nella sala stampa di Montecitorio il programma Fdi relativo al settore culturale in vista della prossima legislatura europea. “Rispondiamo così a una sterile polemica per cui i partiti non avrebbero posto particolare attenzione” al settore. “Da responsabile del dipartimento cultura e innovazione ho voluto approfondire con tutte le associazioni di categoria quali sono le nostre specifiche linee strategiche. In Europa dobbiamo andare a tutelare il soft power della creatività umana ed europea”, ha spiegato.

Per il presidente della VII commissione di Montecitorio “occorre ridefinire e potenziare il programma Europa Creativa, che ha garantito sviluppo per numerose iniziative nel settore culturale. È il tempo di creare progetti di impresa che possano essere in grado di competere con l’industria audiovisiva a livello internazionale: l’Ue non può soltanto imporre regole, ma deve pensare ad un nuovo sistema globale di investimenti nel settore del cinema – sottolinea Mollicone -. Anche nel settore dello spettacolo dal vivo serve, oltre che sostenere gli artisti europei, dare maggiore sostegno internazionale al teatro, alla danza, alla musica continentale”. In tutto questo contesto “è necessario porre al centro la tutela delle opere dell’ingegno e dell’arte rispetto alla dilagante rivoluzione dell’intelligenza artificiale. Non si può ripetere l’errore del 2001 in cui l’Ue aprì ad un mercato de-regolamentato che poi ha creato colossi digitali che sfidano il potere degli Stati sovrani”, spiega Mollicone che in merito al settore delle industrie culturali rimarca che “occorre rimettere al centro il pubblico e gli spettatori per facilitare la fruizione delle opere per tutti i cittadini europei”. “Affermeremo in Europa la nostra visione culturale e le politiche di successo, garantendo il rafforzamento dell’identità europea e la tutela delle identità nazionali e locali attraverso la sussidiarietà. Il patrimonio culturale europeo materiale e immateriale è un bene primario da condividere, su cui l’Europa deve investire molto di più. Il programma Cultura dell’Unione europea dovrà puntare al riconoscimento di un epos europeo attraverso il racconto dell’identità e dei personaggi storici così da costruire un nuovo immaginario”, afferma Mollicone.

Nel corso della conferenza stampa sono state anche ricordate le diverse battaglie culturali perseguite da Fdi nei primi 20 mesi al governo: dall’approvazione della legge sulla pirateria digitale, al riconoscimento della rievocazione storica come politica attiva di valorizzazione dei beni (“La prossima settimana verrà presentato per la prima volta un protocollo d’intesa tra il Parco Archeologico del Colosseo e due associazioni romane di rievocazione storica”, ha annunciato); dalla prima legge organica sul patrimonio culturale immateriale al riconoscimento di oltre 400 teatri come monumenti nazionali. E ancora: i contributi alla Treccani, allo Sferisterio di Macerata, al Festival “Monteverdi” di Cremona, al Festival del Blues di Pistoia e per il Time in Jazz di Berchidda, l’aumento dei fondi per il Fondo Nazionale Spettacolo (+40 milioni nel 2023), per i Carnevali storici (+3 milioni) e per le sale cinematografiche (5 milioni).

IL PROGRAMMA FDI

Questi, invece, in sintesi i punti del programma culturale Fdi per l’Europa: Ridefinizione del programma Europa Creativa quale strumento fondamentale per garantire e favorire le attività dell’industria culturale europea, implementando specifiche misure per la rievocazione storica, i carnevali storici e la promozione delle identità; Revisione del sistema dei servizi media audiovisivi alla luce del nuovo tessuto imprenditoriale; Creare un sistema più forte dell’industria audiovisiva europea, sostenendo in particolare il settore dell’animazione; Potenziare le forme di sostegno all’industria editoriale per migliorare il pluralismo dei media, la formazione dei giornalisti, la cooperazione fra giornalisti anche per migliorare la qualità dell’informazione; Proseguire nella tutela del diritto d’autore per fare dell’Unione il luogo della tutela della creatività; Puntare ad un mercato integrato del settore dello spettacolo dal vivo in Unione Europea; Garantire il contrasto continentale a fenomeni che danneggiano la creatività, come la pirateria digitale; Migliorare l’internazionalizzazione degli artisti europei nei settori dello spettacolo dal vivo e sostenere la loro competitività globale; Contrasto a ogni forma di “cancel culture”; Promuovere il partenariato pubblico – privato e la sussidiarietà nella gestione e nella tutela dei beni culturali e del patrimonio culturale, quale elemento fondamentale dell’identità locale, regionale, nazionale ed europea; Potenziare la diplomazia culturale europea. Su quest’ultimo punto, ha sottolineato Mollicone, “noi crediamo che la circolazione degli artisti e il rafforzamento di questa circolazione sia una strategia vincente per far incontrare e saldare veramente le culture europee dei diversi paesi: lo stiamo già facendo come commissione Cultura sostenendo e patrocinando mostre e iniziative di scambi culturali con tanti paesi europei: una volta arrivati al governo del parlamento europeo lo codificheremo facilitando i circuiti di circolazione degli artisti e della creatività europea”.

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