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"Sarà un modo per legare ancora di più la memoria di Santo Stefano a un progetto di tipo sociale che interessa le carceri"

Un concorso tra i detenuti di tutta Italia per realizzare opere d’arte che andranno a impreziosire il percorso museale che nascerà all’interno dell’ex carcere di Santo Stefano/Ventotene e all’esterno, lungo il percorso che porta dal Panopticon al Cimitero. Questa l’idea lanciata dalla struttura commissariale guidata da Giovanni Maria Macioce, che verrà illustrata nei prossimi giorni nel corso di un incontro con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP). “L’idea di acquisire opere artistiche era già presente nel Progetto prima del mio insediamento. Solo che invece di indirizzarci verso artisti di chiara fama, come era in precedenza, abbiamo pensato – attraverso un sistema simile a un concorso – di attivare un progetto di acquisizione di opere elaborate e realizzate dai detenuti presso i carceri italiani: questo ci darà modo di premiare almeno le prime 10 opere e i loro ‘creatori’. Nei prossimi incontri con il DAP definiremo i dettagli, che sono molti e molto complessi” spiega Macioce ad AgenziaCULT. “Chiaramente non è una operazione ‘facile’ ma non saremo soli, è nostra intenzione coinvolgere le tante associazioni che lavorano con i detenuti e dare vita a un’iniziativa ripetibile almeno per tre anni: sarà un modo per legare ancora di più la memoria di Santo Stefano a un progetto di tipo sociale che ricade sulla popolazione carceraria” aggiunge Sabina Minutillo Turtur della struttura commissariale. La progettazione del percorso museale è stata affidata alla Dg Musei del MiC che ha creato un gruppo di lavoro interno diretto da Roberto Vannata con il coordinamento di Sabina Minutillo Turtur della struttura commissariale. Obiettivo è un’apertura parziale per il 2025.

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