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Il Centro avrà una sede a Ventotene: nel 2022 si terrà una Spring School, la prima di diverse iniziative che si terranno sull'isola. La Commissaria Costa: "L'ex carcere è un documento, si può leggere com’è cambiata nel tempo la pratica e la teoria dell’esecuzione penale"

Si è tenuto presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università Roma Tre l’incontro di presentazione del Centro di ricerca “Diritto penitenziario e Costituzione – European Penological Center”. Sono intervenuti, tra gli altri, il Magnifico Rettore dell’Università Roma Tre, Luca Pietromarchi, la Commissaria del Governo per il recupero dell’ex carcere di Santo Stefano/Ventotene, Silvia Costa, il direttore del Centro, prof. Marco Ruotolo, prorettore con delega per i rapporti con le scuole, società e istituzioni. Il prof. Francesco Viganò, giudice della Corte costituzionale, ha tenuto una lectio magistralis su “Diritto penitenziario e Costituzione” che ha idealmente aperto il percorso scientifico del Centro. La presentazione delle attività del Centro è stata affidata inoltre alla dott.ssa Giulia Fiorelli, al dott. Patrizio Gonnella, alla prof.ssa Antonella Massaro, alla dott.ssa Alice Riccardi e alla dott.ssa Silvia Talini. Al termine dell’incontro è stato consegnato il diploma di Master alle dott.sse Santoro e Pasqui, vincitrici della borsa intitolata ad Angelo Sferrazza, finanziata dall’Associazione nazionale partigiani cristiani. Il diploma è stato consegnato dalla Presidente dell’Anpc, Maria Pia Garavaglia.

L’idea del Centro, che avrà una sede a Roma Tre e una a Ventotene/S.Stefano, è nata negli scorsi mesi in seguito all’impulso dato dal Comune di Ventotene e dalla Commissaria del Governo e ha visto un passaggio simbolico fondamentale nella visita a giugno della Guardasigilli Marta Cartabia. Scopo del Centro è quello di promuovere la ricerca e la formazione, in una dimensione internazionale, sui temi connessi all’esecuzione penale, privilegiando gli aspetti costituzionalistici e contribuendo alla valorizzazione dei luoghi della memoria carceraria, che hanno segnato la storia della penalità. Particolare attenzione sarà dedicata all’analisi delle concrete modalità di gestione dell’esecuzione penale e alle pratiche inclusive nella prospettiva del reinserimento sociale, anche con studi sulle loro conseguenze rispetto alla riduzione del rischio di ricaduta nel reato del singolo condannato.

Particolare attenzione nel corso dell’incontro è stata dedicata alla memoria carceraria, anche in virtù della specifica collaborazione con il Comune di Ventotene e con la struttura del Commissario straordinario per la valorizzazione dell’ex penitenziario. “Oggi presentiamo un progetto al quale crediamo tantissimo e nel quale tutto l’Ateneo si riconosce, un fiore all’occhiello di Roma Tre”, ha sottolineato Pietromarchi, evidenziando la “straordinaria collaborazione con il Comune di Ventotene e con tutto quello che si sta facendo grazie alla formidabile volontà e al coraggio della Commissaria Silvia Costa. Quando si parla di Ventotene e di Santo Stefano si parla anche dello straordinario libro dell’ex direttore Eugenio Perucatti, un volume formidabile per le storie e per l’umanità contenuta nelle sue pagine”. Il Centro, ha ricordato dal canto suo Ruotolo, “ha ricevuto impulso dal rapporto sviluppato con il Comune di Ventotene e con la Commissaria Silvia Costa. A Ventotene abbiamo una nostra sede e a Santo Stefano organizzeremo grandi progetti nei prossimi anni: già a primavera promuoveremo una Spring School. Abbiamo inoltre attivato le prime linee di ricerca che interesseranno i seguenti temi: salute mentale tra pene e misure di sicurezza, adattamento al Diritto internazionale penale, effettività della tutela giurisdizionale dei diritti dei detenuti”.

“Dopo sei mesi dalla firma del Protocollo siamo già a parlare della prima Spring School” ha evidenziato Silvia Costa prendendo la parola. “Nel mio ruolo di Commissaria del Governo ho scoperto questa storia straordinaria del carcere, che ha visto non solo la presenza di detenuti ‘comuni’ ma anche di detenuti politici. Credo che questo carcere abbia tutta la simbolicità e la dignità di essere recuperato, valorizzato e restituito a una sua verità e a una sua narrazione”. L’ex carcere, ha aggiunto, “non è solo un monumento ma è anche un documento, perché si può leggere com’è cambiata nel tempo la pratica e la teoria dell’esecuzione penale. Un luogo che deve essere restituito alle nuove generazioni, italiane ed europee, come luogo della memoria dei diritti umani, della redenzione politica, della libertà d’opinione e del confronto giuridico”, ha aggiunto la Costa. Ripercorrendo la storia e la figura dell’ex direttore Perucatti, la Commissaria ha ricordato che “nel ’52 arrivò sull’isola portando dentro dentro di sé il tema dell’investire sulla persona e di non accettare il concetto dell’irrecuperabilità; nel ’55 ha scritto un libro straordinario che anticipava la riforma carceraria ma soprattutto ha rivoluzionato in positivo la vita del carcere. Ora la famiglia Perucatti ha potuto vedere riabilitato, con la visita della ministra Cartabia il 26 giugno, il lavoro del padre”.

Nella sua lectio magistralis tenuta a Ventotene, infatti, la Guardasigilli aveva ricordato che “l’opera visionaria di Eugenio Perucatti è mossa dall’intenzione di dare compimento all’articolo 27 della Costituzione, un’opera che darà frutti gradualmente, poco per volta. Il cammino di Perucatti continua anche oggi, non è concluso, ci interpella direttamente offrendoci però anche un metodo fondato su un grande realismo, su un’attenta osservazione dell’esperienza, un continuo dialogo con il contesto sociale nella ricerca di sempre nuove forme della pena”.

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