L’appuntamento, al via al Centro Giovanni Lilliu, si pone anche quest’anno come evento di primo piano in Sardegna per “creare un ulteriore momento di confronto tra operatori dei beni culturali, artigianato artistico e turismo, veicolo per lo scambio di buone pratiche e conoscenze”, sottolinea Emanuele Lilliu, presidente della Fondazione Barumini sistema cultura che organizza l’Expo insieme al Comune di Barumini, aprendo la due giorni dedicata all’evento. Expo che torna ad accogliere i visitatori dopo il momento più duro della pandemia che “ha cambiato il nostro modo di vivere”, aggiunge Lilliu, ma che può essere di buon auspicio per “la ripartenza di un comparto strategico per le nostre comunità locali”.
Appuntamento clou della giornata l’inaugurazione della mostra 'Humanum da Su Nuraxi a Pompei’. Nata dalla collaborazione tra la Fondazione e il Museo Archeologico di Napoli, l’allestimento visitabile da oggi sino al 10 gennaio 2022, permette ai visitatori di ammirare le bellezze di 106 reperti inediti provenienti dagli scavi di Pompei e dalle città vesuviane. Sarà possibile fare un viaggio tra ceramiche e bronzi, vetri e iscrizioni in ‘osco’ e ‘volsco’ e, per gentile concessione del Parco archeologico di Pompei, ‘l’uomo seduto’, copia di un calco di una vittima della storica eruzione che distrusse la città nel ‘69 dopo Cristo. Apre la mostra, la sezione della Sardegna dedicata alla frequentazione dell’isola dal settimo secolo avanti Cristo all’età imperiale. “Barumini è la Pompei della civiltà nuragica – commenta Sebastiano Deva, art director del progetto – con la mostra celebriamo il connubio tra i due siti patrimonio Unesco dell’umanità. Questo passo, in prospettiva, può conferire a Barumini un nuovo ruolo propulsore di ricerca in nuove campagne di scavo per far affiorare nuovi reperti e siti”. (segue)
