Il capolavoro del Beato Angelico del Museo di San Marco è oggi in eccellenti condizioni di conservazione, dopo l’intervento di restauro condotto nel 2019 da Lucia Biondi grazie al contributo del Rotary Firenze Certosa. La sua assenza temporanea dalla Sala del Beato Angelico, completamente rinnovata di recente grazie alla generosità dei Friends of Florence, sarà compensata dall’inedita presenza del prezioso dittico di Forlì nel contesto dell’ambiente che rappresenta una sorta di santuario mondiale dell’arte del grandissimo artista domenicano. Si tratta di una graditissima, proficua collaborazione che prosegue una tendenza in tal senso inaugurata alla fine di settembre del 2019 con l’arrivo a San Marco dal Museo del Prado dell’Annunciazione di Robert Campin, in occasione dei 150 anni del Museo. L’auspicio di tutti è che i fiorentini e i turisti italiani e stranieri possano presto vedere di persona questo ulteriore capolavoro dell’artista, esemplare della fase della sua attività più attenta ai rinnovati modelli della visione rinascimentale. Come affermato da Stefano Casciu, Direttore regionale dei musei della Toscana, l’accordo “va nella direzione di valorizzare le raccolte dei nostri musei ed allo stesso tempo di contribuire, ai massimi livelli e nel rispetto di tutte le condizioni di sicurezza, ad iniziative di rilevanza nazionale, come si preannuncia la mostra dedicata da Forlì a Dante in questo anno di celebrazioni del grande Poeta”. Per Angelo Tartuferi, Direttore del Museo di San Marco, le due tavolette di Forlì, riunite con ogni probabilità in origine a formare un dittico, “costituiscono uno degli esemplari più importanti a riprova dell’intima e assoluta sintonia dell’Angelico con la visione e i modi pittorici di Masaccio”.
Il Direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt dice: “Il virtuoso scambio di opere d’arte conferma l’efficacia e bontà della politica delle Gallerie degli Uffizi di decentrare i flussi e valorizzare luoghi erroneamente considerati periferici, ma che, al contrario, sono i veri centri di cultura e di scambi dell’oggi e del domani”.
