Nel 2019, l’Opera di Santa Maria del Fiore in seguito a una vasta campagna di restauri che ha interessato le opere del Museo dell’Opera del Duomo, ha affidato all’Opificio delle Pietre Dure il restauro delle oreficerie tra cui il Reliquiario di San Simeone Stilita. A conclusione del restauro, l’Arcivescovo Cardinale Giuseppe Betori ha chiesto all’Opera di poter prelevare la reliquia del Battista per poterla studiare e avere finalmente la certezza che si trattasse di quella del Santo Patrono di Firenze, ricordata negli antichi documenti, come ipotizzato dal diacono Bicchi.
La presenza delle iniziali del Santo, scritte in caratteri greci direttamente sull’osso con inchiostro nero, e una minuta iscrizione in greco antico incisa sul castone di argento dorato, posto al vertice della vertebra, con su scritto, tradotto in italiano: “Reliquia San Giovanni Precursore”, hanno confermato che si tratta proprio della reliquia del Battista giunta da Costantinopoli.
“Questo ritrovamento toglie dall’oblio e restituisce alla conoscenza e al culto dei fedeli della Chiesa Cattolica una insigne reliquia del Battista – afferma l’Arcivescovo Cardinale Giuseppe Betori – segnatamente alla venerazione dei fedeli appartenenti alle Chiese sorelle d’Oriente, che con entusiasmo visitano il Duomo e le altre chiese fiorentine per rendere omaggio alle numerose memorie della Chiesa indivisa e per ammirare le innumerevoli opere d’arte che la cultura cristiana nei secoli ha prodotto”.
“Porsi alla ricerca di una reliquia puó sembrare anacronistico o apparire soltanto una curiosità finalizzata all'acquisizione, attraverso antichi documenti, di dati storici o al recupero di un reperto antropologico, spiega diacono Alessandro Bicchi. Ma onorare il corpo dei santi o parte di essi ricorda a noi come, pur nella fragilità umana,questi hanno testimoniato in modo eccezionale la forza e la tenerezza dell'appartenenza a Cristo. La reliquia offre al fedele la possibilità di entrare in contatto col santo venerato e invocato, rendendo percepibile la misteriosa potenza del sacro”.
