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L’evento “Più fundraising più cultura” si è chiuso ieri con uno scambio importante, quello con la politica che riveste un ruolo cruciale di restituzione e applicazione del lavoro svolto. Al panel finale, moderato da Agenzia CULT, si sono confrontati alcuni rappresentanti della commissione Cultura della Camera: il presidente Federico Mollicone (Fdi) e le deputate Irene Manzi e Anna Laura Orrico, rispettivamente capogruppo Pd e M5S nella VII di Montecitorio. Anche a seguito dell’audizione del ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, gli ospiti hanno dibattuto dei temi più stringenti legati al fundraising per la cultura e su quanto il nuovo governo può oggi impegnarsi a fare, partendo da ciò che esiste date risorse e condizioni. “Il ministro Sangiuliano ha fornito linee di indirizzo chiare delineando il percorso verso nuove politiche culturali attuabili. Proprio l’Art Bonus è stato messo al centro delle linee programmatiche che vedranno un’estensione della norma in senso orizzontale per coinvolgere più potenziali sostenitori possibili”, ha sottolineato Mollicone.

Non solo, dal governo emerge la necessità del reintegro della misura del 2xmille per le organizzazioni culturali, di un lavoro sulla detrazione delle spese in cultura e di un Iva al 4% per i prodotti culturali. Accanto a questo sono allo studio la possibilità di un tax credit per lo spettacolo dal vivo con l’obiettivo di uscire dal criterio assistenzialista e una riforma del Fus che prenderà il nome di “Fondo per le arti performative e per lo spettacolo dal vivo” e che rivoluzionerà l’attuale assetto di questo strumento. Un’attenzione particolare sarà riservata anche al settore dei circuiti privati che nel nostro Paese riveste un ruolo strategico per il settore, ma che risente di problemi relativi alla scarsa fruibilità come, per esempio, il network delle Dimore Storiche. Anche in questo caso si tratta di proposte per la defiscalizzazione degli interventi di restauro degli immobili e fruizione per il pubblico.

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