skip to Main Content
LETTURE LENTE - rubrica mensile di approfondimento
Una cartina al tornasole della capacità progettuale culturale in Italia nel campo della rigenerazione urbana
© Foto di Ekrulila da Pexels.com

IL BANDO CREATIVE LIVING LAB DEL MINISTERO DELLA CULTURA

Nel mese di novembre 2021 si è conclusa la valutazione dei progetti presentati nell’ambito dell’Avviso pubblico CREATIVE LIVING LAB, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura e giunto alla III edizione. La notizia merita attenzione per il fatto che alla competizione hanno partecipato oltre 1600 progetti rispetto alle due edizioni precedenti connotate ciascuna mediamente da non più di 200 proposte. Non è solo il dato numerico di una partecipazione massiva a suscitare stupore, figlia anche della difficile situazione vissuta dal mondo culturale per la pandemia COVID-19, ma diversi sono gli aspetti positivi che meritano qualche considerazione.

Il bando era finalizzato a sostenere microprogetti culturali e creativi di immediata realizzazione, innovativi e sostenibili nel tempo, legati alla rigenerazione di spazi attraverso un modello d’intervento basato su processi collaborativi, di coinvolgimento delle comunità locali e di innovazione sociale culture-driven, con la presenza di mediatori culturali multidisciplinari. L’investimento ministeriale, integrato in corso d’opera, si è aggirato attorno a 1.767.000 euro, consentendo la finanziabilità di circa 37 progetti, distribuiti su tutte le regioni, con importi non superiori ai 50mila euro.

LE EVIDENZE DELLA TERZA EDIZIONE

Osservando i progetti presentati, il primo elemento che colpisce è l’interpretazione del concetto di rigenerazione che supera la dimensione dello spazio fisico e si declina in forme evolute mettendo al centro le persone e la comunità, rendendo quest’ultima protagonista in tutte le sue componenti. In parecchi casi si trattava di progetti che s’inserivano coerentemente all’interno di processualità già avviate nei territori.

Un secondo elemento di attenzione riguarda i partecipanti. Hanno concorso tutte le diverse anime non profit della società civile a livello territoriale quindi amministrazioni civiche, associazioni e istituzioni culturali (musei, biblioteche, fondazioni lirico sinfoniche, teatri), soggetti del Terzo Settore, scuole, dipartimenti universitari. Interessanti le forme di partenariato, networking e cooperazione previste tra soggetti eterogenei all’interno dei progetti, con geometrie variabili anche nuove, incluse alleanze pubblico-privato inedite convergenti su ruoli e obiettivi progettuali condivisi e che sperimentano in qualche caso una governance progettuale orizzontale. Si conferma la centralità dell’associazionismo che va a sostanziare quel terzo sistema (in aggiunta alla Pubblica Amministrazione e al mercato), che pur privo a volte di coni di luce e adeguato riconoscimento, è un pivot nel nostro Paese capace di colmare vuoti importanti non sempre presidiati efficientemente.

Un terzo elemento significativo è la provenienza dei progetti da tutta Italia, nessuna regione esclusa, sia dalle realtà metropolitane, sia dalle aree interne, rurali e montane, con i noti squilibri nord vs sud e centro vs periferia che non riscontriamo in queste tipologie d’interventi sul piano delle capacità, dei dinamismi, della bontà progettuale e delle idee.

Le azioni di partecipazione e coinvolgimento dei cittadini, quarto elemento degno di nota, sono state un campionario articolato e maturo di strumenti, forme, modalità. I progetti hanno insistito sull’attivazione sociale urbana, sull’empowerment comunitario, sull’autorganizzazione dal basso, sulla coprogettazione, con attenzione ai segmenti giovani (bambini, adolescenti), ai soggetti fragili, svantaggiati ed esposti a marginalità, ai “nuovi cittadini” (mediante pratiche interculturali), ai patti intergenerazionali.

Un quinto elemento ha riguardato la scelta degli spazi su cui intervenire, anch’essi molto eterogenei. Edifici e contenitori dismessi, ma anche spazi pubblici, quartieri, centri storici, borghi, impianti sportivi, luoghi culturali come biblioteche, cinema e teatri da recuperare o creare ex novo, scuole, spazi condominiali, fino ai tracciati ferroviari e alle strutture confiscate alla criminalità. Rilevante l’intervento sul verde (orti urbani sociali, boschi, aree incolte, giardini, con la proposta di erbari artistici, semine collettive, censimenti arborei, piantumazione). In generale, gli interventi si sono focalizzati su luoghi oggetto di abbandono, degrado, perdita di funzioni, conflitti, con lo scopo di consentire riappropriazione, socialità e prossimità.

Un sesto e ultimo punto riguarda i contenuti dei progetti, che è difficile resocontare puntualmente per ricchezza e originalità delle proposte. A processi di mappatura e scoperta della città e di ricerca antropologica ed etnografica, sono state associate molteplici pratiche culturali (arte pubblica, street art, mostre, musei diffusi, installazioni site specific, arti performative, cinema e audiovisivo usato anche per la narrazione dei luoghi e dei saperi locali, fumetti, fotografia, web art, letteratura) con attenzione alle tendenze della creazione giovanile contemporanea e delle forme artistiche urbane. Alla riscoperta delle tradizioni (ad esempio sulla musica o sulla lingua) e alla valorizzazione della memoria si sono unite azioni di storytelling, story doing, scrittura creativa. Numerosi gli interventi di urbanismo tattico e design urbano, autocostruzione di oggetti nonché riciclo e pratiche di co-economy. Se l’artigianato artistico e le lavorazioni tipiche, tra cui la manifattura (ad esempio il ricamo, il pizzo, il tessile) oltre al lavoro sul cibo, hanno trovato una loro rilevanza, anche le iniziative legate alla scoperta e all’esplorazione del territorio sono state ben rappresentate (a piedi, in bicicletta, con creazione di percorsi nuovi inclusi quelli sensoriali). Molte le proposte di festival (nuovi o con iniziative in realtà già presenti), così come le residenze artistiche e le attività legate alle nuove tecnologie e al digitale, usato per raccontare, coinvolgere, rappresentare. Non sono mancati seminari, incontri formativi, workshop, laboratori fino a proposte per la cura e il benessere della persona, all’insegna del sempre più importante ruolo del welfare culturale unito a quello sociale ed educativo. Uno sforzo significativo, in definitiva, è stato quello di promuovere attività culturali dove erano scarse o assenti oppure di generare nuovi presidi culturali per la collettività.

CONCLUSIONI

Il bando e questo suo esito, oltre a testimoniare l’impegno del Ministero della Cultura verso la creatività contemporanea e sul fronte della relazione che essa può avere beneficamente nelle trasformazioni della dimensione urbana, ha mostrato una straordinaria vitalità e vivacità progettuale nazionale di ottimo livello, dove i fenomeni culturali sono utilizzati per fare palestra di nuova cittadinanza e indurre una nuova “presa di coscienza” delle potenzialità delle persone nei cambiamenti che le riguardano all’interno degli spazi e della quotidianità urbana.

FONTI

https://creativitacontemporanea.beniculturali.it/creativelivinglab-edizione3-vincitori/

ABSTRACT

Among the interventions in support of creativity in urban and social regeneration processes, the initiative of the Italian Ministry of Culture called Creative Living Lab, in its third edition 2021, showed a significant participation at national level, testifying to an extraordinary capacity of social and cultural actors in the conception and construction of innovative and high-quality projects. This article highlights the critical success factors of this latest edition and the characterizing aspects.

 

Clicca qui e leggi gli altri articoli della sezione “NUOVO ABITARE” di LETTURE LENTE
Avatar

Lucio Argano

Lucio Argano. È stato Presidente della Commissione di valutazione di Creative Living Lab, insegna management culturale presso l’Università Cattolica di Milano e l’Università Roma Tre, ha diretto la Festa del Cinema di Roma, Romaeuropa Festival e il Teatro Popolare di Roma. È stato project manager di Perugia 2019 e di Rome City of Film, progettista gestionale dell’Auditorium Parco della Musica di Roma. È autore di oltre 70 pubblicazioni sulla gestione della cultura.

Back To Top