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Grande soddisfazione per l’approvazione alla Camera oggi del ddL per la riforma della professione di guida turistica è stata espressa dall’AGTA, Associazione Guide Turistiche Abilitate. “Una riforma che abbiamo atteso per 10 anni, durante i quali la categoria delle guide è finita nel caos normativo con il conseguente fiorire di figure con nomi simili ma non abilitate e con l’abusivismo alle stelle incontrollato” commenta Isabella Ruggiero, presidente nazionale, che aggiunge: “Tenuto conto del contesto in cui questo provvedimento è nato, siamo molto soddisfatti. Dobbiamo infatti avere chiari gli elementi su cui la legge è andata a innestarsi: le normative europee, che il legislatore italiano deve rispettare; i 10 anni di vacatio legis che non si possono cancellare con un colpo di spugna; e infine le tante forze in campo, con vari importanti soggetti toccati da questa legge ma spesso con interessi diversi dai nostri. Ci sono alcuni punti che avremmo voluto modificare, per limitare maggiormente l’abuso dell’attività da parte dei prestatori occasionali europei e del riconoscimento dei patentini esteri, ma i tempi erano strettissimi e l’obiettivo principale era arrivare in tempo al traguardo, segnato dall’inserimento nella finanziaria e nel PNRR. In compenso, i punti positivi di questo testo sono molti e importanti: 1. Un’ottima definizione della professione e della visita guidata; 2. Per la prima volta, finalmente, per legge si stabilisce che “l’ingresso e lo svolgimento dell’attività di guida turistica non può essere interdetto o ostacolato” negli istituti e nei luoghi della cultura, anche appartenenti a soggetti privati aperti al pubblico. 3. Il diritto all’ingresso gratuito in tutti i siti pubblici, sia per lavoro che per formazione. 4. Le specializzazioni – facoltative – che permetteranno di rispondere ai cambiamenti del turismo e alle richieste del mercato e di certificare le competenze. 5. Il riconoscimento automatico di tutte le guide già abilitate, inclusa la loro specializzazione territoriale. 6. Il nuovo accesso alla professione in futuro tramite un esame di Stato. 7. Norme più stringenti per il riconoscimento dei patentini acquisiti all’estero. 8. Un serio impianto per il contrasto all’abusivismo, basato su varie norme e strumenti sparsi in tutto il DdL, tra cui l’Elenco nazionale, il patentino uguale per tutti, sanzioni sia contro gli abusivi che contro le agenzie e gli intermediari che li usano, incluse le piattaforme digitali e i siti web, incarico dei controlli ai Comuni. Conclude Ruggiero: “Siamo grati al Ministro Santanchè per avere preso a cuore la riforma e per avere coinvolto da subito le associazioni di categoria nel Tavolo Tecnico che ha lavorato all’elaborazione del testo nel primi mesi di quest’anno, consentendo ai rappresentanti dei sindacati nazionali di partecipare e interagire. Grazie a questo coinvolgimento, c’è finalmente un testo che recepisce la maggioranza dei nostri desiderata e che ci permetterà di affrontare l’attività dei prossimi anni nell’ambito di una professione normata”.

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