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Grande successo dell’iniziativa, curata dal prof. Pierluigi Sacco e promossa e organizzata da Fondazione Brescia Musei, in collaborazione con la Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali e con NEMO che ha raccolto i grandi esperti italiani e internazionali nella gestione e nella valorizzazione dei patrimoni culturali e delle culture contemporanee

Si è chiuso con un bilancio decisamente positivo “Open Doors. Il museo partecipativo oggi”, il ciclo di talk curato dal prof. Pierluigi Sacco, promosso e organizzato dalla Fondazione Brescia Musei, in collaborazione con la Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali e con NEMO – Network of European Museum Organisations, che ha visto alternarsi all’Auditorium di Santa Giulia a Brescia e in streaming sulla piattaforma della Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali, i più accreditati esperti italiani e internazionali nella gestione e nella valorizzazione dei patrimoni culturali e delle culture contemporanee per discutere sul museo partecipativo, ovvero sulle prospettive dei musei del futuro. L’ambizioso progetto, che ha coinvolto oltre 50 relatori provenienti da 12 paesi, ha visto oltre 6000 iscrizioni, 2700 fruizioni completate e circa 1780 utenti che hanno seguito uno o più appuntamenti.

Open Doors è stato un vero e proprio corso di formazione su tematiche di estrema rilevanza e attualità per tutto il comparto museale, tutt’ora fruibile sulla piattaforma della Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali fad.fondazionescuolapatrimonio.it per gli oltre 20.000 iscritti alla piattaforma. Un progetto duraturo che va ben oltre la conclusione del semestre di appuntamenti. La raccolta di spunti e riflessioni emerse dalle esperienze raccontate nei 9 talk si tradurrà nel corso dei prossimi mesi in un prodotto editoriale curato dallo stesso professor Sacco: una sintesi scientifica sul concetto del Museo di partecipazione e sull’enucleazione di una serie di indicatori di impatto specifici per gli aspetti partecipativi nei Musei. Open Doors ha ricevuto il patrocinio del Ministero della Cultura; ICOM Italia – International Council of Museums; Federculture; Associazione Mecenate 90; Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali di Ravello (SA); ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani; AICI – Associazione delle Istituzioni di Cultura Italiane; Associazione Abbonamento Musei; Accademia Tedesca di Roma Villa Massimo.

Il professor Pierluigi Sacco, ordinario dell’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti – Pescara, già Visiting Professor alla Harvard University, ha individuato otto aree chiave, nelle quali è possibile strutturare, alla luce delle esperienze oggi in corso, i percorsi necessari per trasformare il museo in un reale spazio di scambio sociale basato sulla partecipazione attiva: Coesione e connessione sociale; Empowerment; Educazione; Diversità; Benessere e guarigione; Creatività ed espressione; Co-creazione; Coinvolgimento e problem solving. Agli otto incontri tenuti nelle sessioni primaverili e autunnali sono intervenuti alcuni tra i più importanti cantieri di partecipazione museale, come Casa Paganini di Genova, Caserma Archeologica di Sansepolcro, Castello di Rivoli, Cultural Welfare Center, FARM Cultural Park, Fondazione Fitzcarraldo, Fondazione MAXXI, Fondazione Matera – Basilicata 2019, GAMeC di Bergamo, MiC – Ministero della Cultura | Ufficio del Consigliere Diplomatico, Moleskine Foundation, mudaC di Carrara, Museo Civico di Bassano – OperaEstate Festival, Fondazione Museo Egizio di Torino, Provincia Autonoma di Bolzano – Dipartimento di Cultura – e la rete Lo Stato dei Luoghi.

Nutrite sono state anche le presenze estere; tra queste, la Chester Beatty Library di Dublino, i City Museums and Galleries di Nottingham, la Gallery of Matica Srpska di Novi Sad, la Manifacture di Avignone, la Mapadasideias di Lisbona, il Museo de Lisboa di Lisbona, il Museum of Broken Relationships di Zagabria, il Nationaal Museum van Wereldculturen di Amsterdam, il POLIN Museum di Varsavia, il Science Center Esplora di Malta, il network delle United Cities and Local Governments di Barcellona, la University of Pennsylvania di Philadelphia e il Zeeuws Museum di Middelburg.

“Per la Fondazione Brescia Musei il ciclo di talk Open Doors è stata un’eccezionale occasione di dialogo e costruzione di relazioni profonde con una quarantina di Istituzioni in dodici Paesi che condividono con Brescia Musei l’attenzione ai temi essenziali della creazione di impatto sociale su base culturale e di inclusione e di attivazione del sistema museale nella società civile”, ha commentato Francesca Bazoli, Presidente Fondazione Brescia Musei. “Crediamo di aver raggiunto pienamente l’obiettivo di allineare la nostra Istituzione al dettato della Convenzione di Faro e alla recente definizione di Museo di Icom includendo dal punto di vista istituzionale nella nostra missione il concetto di partecipazione a ogni livello della struttura organizzativa e sotto ogni profilo dell’offerta culturale. Il nostro plauso a tutta la rosa di esperienze proposte, il ringraziamento ai relatori partecipanti e alle relative Istituzioni di provenienza e la gratitudine agli enti patrocinanti per la fiducia riposta nella Fondazione Brescia Musei e per l’attiva partecipazione nella disseminazione dei concetti che abbiamo elaborato in questi nove incontri. La collaborazione con i due promotori Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali e NEMO ci auguriamo sia destinata a proseguire nel solco di una condivisione di intenti che questi incontri hanno fatto crescere. Appuntamento quindi al 2023 per nuovi progetti insieme”.

Aggiunge Stefano Karadjov, Direttore Fondazione Brescia Musei: “Sono decisamente incoraggianti i risultati di attenzione e salienza mediatica che il progetto Open doors. Il museo partecipativo oggi ha ottenuto nel corso del semestre di esecuzione di questo prezioso ciclo di talk curati dal professor Sacco e promossi da Brescia Musei insieme alla Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali e NEMO – Network Europeo dei Musei. Migliaia di operatori, funzionari e dirigenti del sistema dei beni culturali hanno potuto compiere un percorso formativo di cui la nostra Fondazione è stata origine e al contempo spazio di discussione, nella prestigiosa sede del Museo di Santa Giulia. Per la Fondazione Brescia Musei questa occasione è stata importante per stabilire quelle relazioni che certamente produrranno nei prossimi anni collaborazioni internazionali con enti museali e culturali affini, per caratteristiche ed orientamento di missione, alla nostra Fondazione, e che matureranno in scambi di esperienze, ma anche ne sono certo candidature a bandi europei in occasione delle prossime call. L’obiettivo di costruzione della rete delle best practice internazionali intorno alla nuova idea di un Museo aperto alle istanze sociali ed interessato allo sviluppo culturale di un territorio ci sembra in questa sua prima fase di disseminazione pienamente raggiunto e il plauso va agli ospiti che hanno concorso a questi risultati, e al professor Sacco che ha curato la regia del programma promosso dalla nostra Istituzione”.

“Questo ciclo di incontri – sottolinea Pierluigi Sacco, Curatore del progetto Open Doors – ha dimostrato che c’è un grandissimo interesse, molto diffuso, sui temi della partecipazione culturale e dei suoi impatti sociali ed economici e un interesse che non si limita alla scena italiana, ma che davvero accomuna un po’ tutta la scena internazionale ed è uno dei grandi temi della politica culturale europea. Con questa iniziativa la Fondazione Brescia Musei a tutti gli effetti si propone come un leader di innovazione sulla scena italiana e io sono sicuro che a partire anche dall’enorme patrimonio di stimoli che abbiamo raccolto con questi incontri, queste conversazioni e anche questa grande rete di partner e di dialogo che si è creata attraverso il ciclo, si potrà partire anche per una nuova stagione progettuale, nella quale questa innovazione otterrà tutta una serie di risultati e di riscontri concreti”.

“NEMO è entusiasta di aver fatto parte di Open Doors e di aver contribuito a indirizzare i Musei verso pratiche più aperte e partecipative. La riconnessione, la collaborazione e il dialogo con la comunità e il pubblico sono essenziali affinché i Musei possano ottenere la fiducia e l’identificazione di tutte le parti della nostra società attuale. Per assicurarci che le istituzioni museali rimangano rilevanti, dobbiamo creare Musei su qualcuno, per qualcuno, piuttosto che su qualcosa. Ciò non significa che le collezioni siano meno importanti, significa solo che vengono considerate e utilizzate maggiormente dal punto di vista della comunità”, ha commentato Julia Pagel, Segretario Generale NEMO

Per Alessandra Vittorini, Direttore Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali, “Open Doors è stato un grande successo e siamo orgogliosi di averne fatto parte. Un’iniziativa che si è inserita nella nostra programmazione in modo molto coerente, andando ad affiancare gli altri progetti formativi, da Musei in Corso a Toolkit for Museum. Le riflessioni di questo ciclo di conferenze saranno disponibili sulla nostra piattaforma di formazione a distanza per i prossimi mesi, per tutti coloro che vorranno approfondire i temi dell’accessibilità museale”.

“Aver avuto l’opportunità di partecipare all’iniziativa Open Doors è stato per la Fondazione motivo di grande soddisfazione. Non solo perché abbiamo avuto modo di lavorare insieme con la Fondazione Brescia Musei – una delle più attive e innovative istituzioni di gestione del patrimonio culturale – ma anche per l’importanza che riveste per la nostra Fondazione il tema museale. In un’epoca segnata da grandi trasformazioni, il museo può diventare il centro di un nuovo modello di sviluppo e crescita culturale, economica, civile”, ha concluso Vincenzo Trione, Presidente Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali.

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