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Il Comitato permanente che guida i lavori cambia nome in “Museum Define”. I comitati sono chiamati, fino ad aprile 2021, a proporre dei “concetti chiave” da inserire nella nuova definizione, da adottare durante l’assemblea generale del 2022 a Praga

Riparte così la discussione che lo scorso anno aveva subìto una battuta d’arresto: durante l’estate 2019 arriva infatti la proposta ICOM di una nuova definizione di museo, alternativa a quella attuale adottata nel 2007, ma parte dei Comitati nazionali si dicono contrari (ICOM Italia – che guida il gruppo di chi vorrebbe una discussione più ampia sul tema – la ritiene “inadeguata a definire il museo”). Inizia così una discussione serrata che approderà all’assemblea generale dell’organizzazione – nel settembre 2019 a Kyoto – dove si decide un rinvio del voto dando alla comunità museale mondiale un altro anno di tempo per discutere e confrontarsi. Nel giugno 2020 i disaccordi sulla nuova definizione di museo portano a una serie di dimissioni: lasciano l’organizzazione internazionale la presidente Suay Aksoy (a cui subentra l’italiano Alberto Garlandini), i membri del comitato esecutivo Léontine Meijer-van Mensch e Hilda Abreu de Utermohlen, la presidente del Comitato permanente per la definizione, le prospettive e i potenziali del museo, Jette Sandahl, e cinque dei suoi membri (George Abungu, Afsin Altayli, Margaret Anderson, Luc Eekhout e Rick West).

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