Torna a Piacenza dal 27 al 29 novembre la diciottesima edizione di Strati della Cultura, l’appuntamento nazionale promosso da Arci sulle pratiche e politiche culturali. Quest’anno il focus è su “Il margine e la scena: spazi, desideri, alternative” partendo dalla consapevolezza che è nei margini geografici, culturali e sociali che si produce cultura e sperimentazione artistica. L’apertura dell’incontro nazionale è affidata a due panel molto interconnessi tra di loro, in cui ci interrogheremo sulla dimensione culturale delle scene musicali che attraversano i circoli e gli spazi culturali “dal basso”. La musica dal vivo esiste anche al di fuori delle piattaforme e definisce modi di stare insieme e di condividere ricerche e rappresentazioni che provano a sfidare l’omologazione culturale e il mainstream. In questo senso, con Gennaro Ascione, Damir Ivic, Marta Del Grandi e Go Du Gong proveremo a capire la portata politico culturale di questa scena, quanto la musica muove nuove prospettive decoloniali, transfemministe che interrogano le forme consolidate della politica culturale. Quali bisogni culturali stiamo sottovalutando?
Le politiche culturali a livello nazionale ed europeo stanno spingendo anche il Terzo settore verso una dimensione di impresa che ne fraintende la natura e la portata. Gli spazi culturali, i live club a base associativa, non hanno proprietà, ma si fondano sulla partecipazione popolare per creare delle risposte dal basso ai bisogni culturali, alla necessità di aggregazione e socialità che si esprime sotto diverse forme, di giorno e di notte. Il ruolo di questi spazi per l’emersione di scene musicali, subculturali, è ormai un pezzo di storia della musica italiana: come possiamo tutelarli e sostenerli anche attraverso sostegni pubblici strategici? Il caso della recente mappatura e finanziamento dei live club in Emilia Romagna apre una prospettiva interessante nel riconoscimento di questi spazi come una parte strutturale dell’offerta culturale territoriale. Di questo e di altro parleranno Simona Giuliano, dell’Emilia Romagna Music Commission, e alcuni referenti dei circoli Arci attivi nella promozione musicale, come Sghetto di Bologna, Trenta Formiche di Roma, Magnolia di Milano, Avionica di Avellino e Magazzino sul Po di Torino.
Oltre al profilo musicale, indagheremo le possibilità controegemoniche delle pratiche dal basso, attraverso letterature e filosofie che decentrano lo sguardo, come nel caso della produzione editoriale di Timeo, per cui interverrà Corrado Melluso, nel contrasto alla violenza di genere anche nella scena culturale, con l’intervento di Giusi Palomba e con il Collettivo Sayri, piattaforma artistica che pone al centro esperienze e identità alle intersezioni tra più marginalizzazioni, attraverso l’amplificazione da una prospettiva anti-egemonica e non eurocentrica dell’arte di donne e dissidenze sessuali razzializzate.
Attraverso il contributo di Marianna d’Ovidio proveremo a contestualizzare sulla dimensione territoriale e urbana queste diverse visioni. Rimanendo su un piano territoriale, il margine geografico sarà al centro di un altro focus su spazi culturali e aree interne, con la partecipazione, tra gli altri, di Alessandro Caramis di ISTAT e Alessia Zabatino del Forum Diseguaglianze e Diversità. Non è possibile immaginare di confrontarsi sui temi delle aree marginali prescindendo dalla partecipazione democratica delle persone che risiedono nelle aree dove gli spazi culturali sono uno degli strumenti per curare questa partecipazione. E lo sono anche quando svolgono una funzione contestataria del potere politico, non solo quando svolgono un ruolo supplementare o sostitutivo delle carenze dello Stato. Quanto nel dibattito attuale sulle aree interne la voce di chi opera, vive e si impegna in questi territori, è presa in considerazione?
La conclusione di Strati della Cultura sarà affidata ad un momento di confronto e convergenza di reti associative e movimenti sul ruolo pubblico della cultura e su quali fonti di finanziamento vanno ripensate o immaginate. Parteciperanno, con la moderazione di Giulia Alonzo di TrovaFestival: Ilenia Caleo di Vogliamo tutt’altro, Chiara Bersani per Al.Di.Qua Artists, la prima associazione di e per le persone con disabilità nello spettacolo, l’on. Matteo Orfini, componente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, Federico Rasetti, direttore di KeepOn live, Francesca D’Ippolito per CRESCO, Emmanuele Curti de Lo Stato dei Luoghi e Roberto Roversi di UCCA. Le considerazioni finali di Walter Massa, presidente nazionale Arci, metteranno in prospettiva le discussioni e i punti salienti emersi durante questa edizione, con l’obiettivo di costruire nuove alleanze per il riconoscimento e il sostegno degli spazi culturali in Italia.
Nei tre giorni di Strati della Cultura a Piacenza, sui palchi dei circoli Arci Rathaus e Belleri, si esibiranno Fossick Project (Marta Del Grandi e Cecilia Valagussa) e Tonino 3000, nell’ambito del progetto Suner, Francesco Pacifico con il podcast sui circoli Arci “Moltitudini” e la Nube di Checkpoint Charly esporrà la mostra di grafiche Stratificazioni.
