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Il senatore di Italia Viva interviene sulla rassegna iraniana in programma alla Casa del Cinema gestita dalla Fondazione Cinema per Roma

Evitare che spazi pubblici culturali siano concessi a eventi che possano trasformarsi in operazioni di propaganda legate al regime iraniano. È la richiesta rivolta al ministro della Cultura Alessandro Giuli in vista della rassegna cinematografica “Oltre l’obiettivo: La voce dei sentimenti nel cinema iraniano“, in programma dall’1 al 3 ottobre alla Casa del Cinema di Roma (struttura di Roma Capitale gestita dalla Fondazione Cinema per Roma e che però non annovera tra i partner fondatori il ministero della Cultura). L’evento, secondo quanto riportato da organi di stampa, risulta organizzato dall’Istituto culturale dell’Iran, “organismo ufficiale dipendente dall’Organizzazione per la cultura e la comunicazione islamica della Repubblica islamica dell’Iran”, e comprende pellicole definite “strettamente legate alla narrazione e alle strutture di regime di Teheran”. A sollevare il caso è il senatore di Italia Viva Ivan Scalfarotto con un’interrogazione al ministro Giuli. Tra i film in programma, si legge nell’atto, figura “Il Dio della guerra” di Hossein Darabi, incentrato sulla figura di Hassan Tehrani Moghaddam, “considerato il fondatore del programma missilistico della Repubblica islamica”. L’opera risulta prodotta dalla “Owj arts and media organization”, realtà audiovisiva “considerata diretta emanazione dei pasdaran (le guardie della rivoluzione iraniana), creata per diffondere la propaganda di regime a seguito della repressione delle proteste del 2009”.

Secondo Scalfarotto, “la concessione di spazi pubblici per iniziative promosse direttamente da organi vicini al regime teocratico iraniano”, indicato nell’interrogazione come responsabile di “gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani e della repressione del dissenso interno e artistico”, rischia di trasformarsi “in un’operazione di propaganda istituzionale a detrimento del vero cinema indipendente e del dissenso iraniano”. Il senatore di Italia Viva chiede quindi a Giuli se sia a conoscenza della rassegna e “se ritenga consono che in uno spazio pubblico culturale, quale la Casa del cinema, sia concessa la proiezione di lungometraggi che esaltano la propaganda del regime iraniano”. Scalfarotto domanda infine “quali misure intenda adottare per evitare che siano concessi spazi pubblici culturali ad eventi che esaltano la propaganda di un regime spietato e violento come quello iraniano”.

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