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“I Longobardi hanno lasciato un segno indelebile nella storia della Lombardia e dell’Italia intera. Il nome stesso della nostra grande regione – così legato ai Longobardi – lo dimostra”. Lo ha detto Stefano Bruno Galli, Assessore all’Autonomia e Cultura di Regione Lombardia, in occasione della presentazione delle celebrazioni per il decennale del sito Unesco “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568 – 774 d.C.)”. In questi dieci anni, ha aggiunto Galli, “Regione Lombardia ha sostenuto con convinzione tutte le iniziative di valorizzazione di questo straordinario patrimonio archeologico. I riconoscimenti Unesco in Lombardia rappresentano un giacimento culturale senza eguali al mondo. L’Assessorato che ho l’onore di guidare intende proseguire convintamente nella politica di negoziare specifici accordi di valorizzazione – cominciata nella circostanza del 40mo anniversario del riconoscimento del primo sito italiano, quello delle incisioni rupestri –  con ciascun sito Unesco e, più in generale, con i quasi venti riconoscimenti lombardi allo scopo di valorizzare questo importante patrimonio e di realizzare, attraverso la rete dei siti Unesco in Lombardia, una sorta di carta d’identità culturale, declinata al plurale, della nostra grande Regione. Nel 2011, nell’ambito della candidatura seriale “I centri di potere e di culto nell’Italia Longobarda”, l’Unesco ha riconosciuto due siti lombardi quali patrimonio dell’umanità. Il complesso monastico di San Salvatore-Santa Giulia di Brescia fondato nel 753 per volere di re Desiderio. E a Castelseprio, in provincia di Varese, il complesso edificato dai longobardi sull’area di un castrum romano anteriore. Queste meraviglie artistiche e architettoniche riflettono la grande capacità dei Longobardi di integrare culture e stili differenti, il romanico, il bizantino, il germanico nel crogiolo di una nuova civiltà. Com’è noto, infatti, il riconoscimento quale patrimonio dell’umanità Unesco, avvenuto nel 2011, al sito seriale “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)”, ricomprende una cospicua porzione del centro storico di Brescia con i resti archeologici e monumentali dell’Area del Capitolium e i resti archeologici del complesso museale di Santa Giulia. Con l’operazione “Vittoria Alata”, il sostegno operoso di Regione Lombardia consolida ancora di più l’attenzione che l’istituzione regionale rivolge a Brescia e Bergamo, in previsione del 2023, quando saranno capitali della cultura”.

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