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Michele Placido, ospite d’eccezione, giunto appositamente da Roma per celebrare l’importanza dei grandi maestri italiani della scrittura cinematografica, ha letto alcuni scritti di Pirro tratti dal volume. “Avevo pensato a Pirro – dice Placido – come sceneggiatore per il mio primo film sui braccianti agricoli delle campagne pugliesi e lo andai a trovare a casa, con un certo timore. Mi trovai di fronte a una forza della natura, uno sceneggiatore anomalo che iniziò a camminare avanti e indietro nel suo salotto inscenando tutto il film, finale compreso in cui l’operaio moriva crocifisso”. L’iniziativa di Venezia vuole essere la prima di una serie di approfondimenti sul lavoro di Ugo Pirro e sul ruolo dello sceneggiatore nell’industria cinematografica di oggi, approfondimenti che si svolgeranno da qui a dicembre per iniziativa dell’Anac e dell’Intergruppo presieduto da Nicola Acunzo, intervenuto all’evento, battipagliese e conterraneo di Ugo Pirro, il quale ha colto l’occasione per annunciare anche un progetto ambizioso, legato alla formazione e alla scrittura cinematografica, pensato per il suo territorio.

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