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L'incontro si è tenuto oggi pomeriggio in streaming nell’ambito della Milano Music Week 2020

”Il mare in tempesta è l’unica metafora che mi è venuta in mente per descrivere l’impatto della pandemia sul settore dello spettacolo. Navigare in un mare in tempesta si può, se si lavora tutti insieme applicando un principio di solidarietà individuale finché non tornino le migliori condizioni di navigazione. Ma la solidarietà non basta. È necessario un intervento legislativo a livello nazionale che ripari alla fragilità contrattuale dei lavoratori dello spettacolo, così come una maggiore attenzione e responsabilità occupazionale da parte di tutti quei soggetti che concedono spazi, erogano contributi e concedono patrocini”. Così l’assessore alla Cultura del Comune di Milano, Filippo Del Corno, ha aperto il confronto dal titolo “Riformare lo spettacolo – Un dialogo sulle proposte del Fas, Forum Arte e Spettacolo”, che si è tenuto oggi pomeriggio in streaming nell’ambito della Milano Music Week 2020.

Alla discussione, moderata dal giornalista Andrea Conti (IlFattoQuotidiano.it), hanno partecipato, oltre all’assessore Del Corno, anche Chiara Chiappa, presidente della Fondazione Centro Studi Doc, e Annarita Masullo, portavoce de La Musica Che Gira, entrambe membri del Fas, Forum Arte e Spettacolo, che dall’inizio della pandemia ha lavorato senza sosta a stretto contatto con le istituzioni per tutelare tutte le categorie dei lavoratori dello spettacolo. Oltre 60 le associazioni aderenti oggi che rappresentano tutti i soggetti della filiera: artisti, tecnici e addetti stampa. Sul tavolo di discussione le proposte elaborate dal Fas Forum Arte e Spettacolo per affrontare lo stato di crisi generato dall’emergenza Covid-19, che sta mettendo in ginocchio da mesi il settore dello spettacolo, evidenziandone le problematiche strutturali. “Non si tratta di mettere un cerotto a un sistema obsoleto, né di una richiesta di risarcimento – ha proseguito Chiara Chiappa, dopo l’illuminato intervento dell’assessore Del Corno – ma di una riforma organica che parta dal riconoscimento di tutte le professionalità e dall’istituzione dello Statuto del Lavoro nello spettacolo e cultura. (segue)

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