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“L’accordo punta a mantenere e a valorizzare il nostro patrimonio, ad aprirlo anche come laboratorio culturale, e rappresenta un'opportunità per i cittadini, per gli studenti, per i ricercatori. Ci aspettiamo delle scoperte interessanti negli archivi e nel patrimonio librario e sicuramente un aumento della fruizione dei luoghi, come del giardino storico, area verde che ha funzione urbana molto importante, al cui recupero si sta già lavorando  – dichiara il rettore Lorito -. Un lavoro di collaborazione che sfocerà in un programma che l'Università intende realizzare con il coinvolgimento delle strutture del patrimonio dei beni culturali in occasione dei festeggiamenti degli 800 anni della Federico II, nel 2024”.

Nel primo anno di attività del nuovo museo autonomo la possibilità di avviare un rapporto di collaborazione con uno dei più antichi atenei d'Italia, consente di sviluppare diversi ambiti di ricerca funzionali al miglioramento dell'offerta culturale del Palazzo Reale di Napoli – spiega il direttore Epifani -. La promozione dello studio e della conoscenza dell'edificio e delle collezioni rientra tra i nostri fini istituzionali. Per il suo ruolo di centro del potere per oltre tre secoli e per la sua collocazione preminente nel centro cittadino, Palazzo Reale rappresenta un oggetto d'indagine ideale per diverse discipline: non solo la storia, l'architettura, l'urbanistica e la storia dell'arte, ma anche altri ambiti applicabili, ad esempio, alla gestione del museo e alla cura dei giardini. In parallelo all'estensione dell'apertura ai visitatori in termini di fruizione, è mia intenzione garantire la massima disponibilità agli studenti, ai ricercatori e ai docenti che possano aiutarci a garantire la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale di Palazzo Reale, compiti che richiedono innanzitutto un'adeguata conoscenza di quel patrimonio”.

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