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Così il Segretario Regionale del Ministero della Cultura per l’Abruzzo, Nicola Macrì, accoglie l’avvio dell’importante progetto di completamento del recupero della parrocchiale di Navelli: “Le Chiese dei borghi antichi, non solo abruzzesi, sono preziose quali beni monumentali, ma soprattutto come luoghi identitari, che scandiscono il tempo quotidiano della comunità. Per questo è necessario dare slancio al loro recupero, nel vasto territorio del cratere sismico, e restituirle alla fruizione nella loro completezza. Il restauro degli apparati decorativi di San Sebastiano è per questo quasi un progetto 'pilota', che – grazie allo straordinario impegno del gruppo di lavoro della Soprintendenza – garantisce la massima efficacia delle azioni messe in campo per la tutela del patrimonio, tenendo conto dell’importanza di mantenere aperta ed attiva la Chiesa per gli abitanti del territorio”.

“Si tratta di un importante intervento di completamento del restauro di una pregevole ed interessante chiesa, pluristratificata, parte integrante del costruito storico del paese di Navelli, uno dei borghi più belli d’Italia – dichiara Tonino Di Stefano, Soprintendente Delegato per L’Aquila e Cratere dal Direttore Generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio –. La Chiesa, già interessata da un importante intervento tra il 2016 ed il 2017, costituisce un esempio virtuoso di fattiva e proficua collaborazione tra enti dello stesso Ministero, il Segretariato, stazione appaltante, e la Soprintendenza, che ha messo a disposizione i suoi tecnici per la progettazione e gestione del cantiere. È questo un caso in cui l’intero percorso è stato e sarà curato da personale interno al nostro Ministero, con estrema professionalità e devozione alla tutela del patrimonio culturale abruzzese, nonostante le difficoltà ed il grande carico di lavoro che dal 2009 grava sulla Soprintendenza. Particolare attenzione è stata data a questo importante monumento, scrigno di una molteplicità di tesori, dalle strutture architettoniche agli apparati decorativi fissi e mobili, al patrimonio nascosto sotto le strutture visibili ed all’innegabile fascino degli individui mummificati, fonti di importanti informazioni su usi e costumi del passato, che con questo intervento troveranno adeguata sistemazione sempre al di sotto dell’edificio sacro, nell’ottica della loro conservazione, studi ulteriori e dignità umana”.
 

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