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La Conferenza delle Regioni ha condizionato il via libera al Dpcm relativo al ‘Piano nazionale per la riqualificazione dei piccoli comuni’ (sul quale era già stata raggiunta l’intesa in Conferenza Unificata lo scorso 2 dicembre) alla necessità “di prevedere un confronto con le istituzioni regionali nella fase antecedente l’emanazione dei bandi” previsti dallo schema di decreto. Un’esigenza che – secondo la Conferenza delle Regioni – consentirebbe di “determinare un opportuno coordinamento tra gli interventi previsti nel Decreto e la programmazione regionale dei territori interessati”. Con il via libera al Dpcm prosegue l’iter della legge che porterà all’utilizzo dei fondi previsti – complessivamente 160 milioni di euro per gli anni 2017-2023 a favore della riqualificazione e valorizzazione dei piccoli comuni.

Il decreto disciplina la predisposizione del Piano, finalizzandolo alla tutela dell’ambiente e dei beni culturali, alla mitigazione del rischio idrogeologico, alla salvaguardia e alla riqualificazione urbana dei centri storici, alla messa in sicurezza delle infrastrutture stradali e degli istituti scolastici nonché alla promozione dello sviluppo economico e sociale e all’insediamento di nuove attività produttive, ai fini dell’utilizzo delle risorse del Fondo per lo sviluppo strutturale, economico e sociale dei piccoli comuni (di cui all’articolo 3, comma 1, della Legge 6 ottobre 2017, n. 158.) Vista la complessità attuativa della legge 158/17, l’Anci aveva già raccomandato una tempistica per quanto possibile abbreviata per i successivi passaggi attuativi previsti nonché la possibilità di accedere da parte dei Comuni ad indicazioni procedurali/Faq da rendere disponibili sui siti delle competenti amministrazioni centrali. Ciò anche in considerazione della particolare tipologia di Comuni interessati.

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