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“Con le risorse non si è arrivati, non si è raggiunta una meta, ma semplicemente un punto di partenza, perché ciò che bisogna fare è ora costruire le professionalità”. Lo ha detto Gerardo Villanacci, presidente della Scuola nazionale del Patrimonio e delle attività culturali, intervenendo all’incontro “Pnrr piccoli borghi”, organizzato dal Ministero della Cultura negli studios di Cinecittà a Roma. Villanacci ha individuato in “competenza, rete territoriale e sostenibilità” le tre parole chiave per dare continuità agli investimenti realizzati nei borghi, indicando nello spopolamento “uno dei temi centrali” da affrontare. “Oggi ci troviamo in una fase in cui le competenze diventano essenziali e, per quanto possa apparire paradossale, devo dire con estrema franchezza che vi è una spasmodica ricerca delle competenze: abbiamo bisogno di qualità”, ha sottolineato Villanacci. Il Pnrr, ha aggiunto, “seppure scaturendo da un momento tragico della storia moderna, ha aperto senza dubbio una stagione eccezionale per il patrimonio culturale, ma, se posso dire, anche per i borghi”. Gli investimenti hanno consentito di “riattivare edifici, migliorare i servizi, introdurre strumenti digitali, creare nuove occasioni di fruizione e di sviluppo”, ma ora, secondo il presidente della Scuola, occorre interrogarsi su “che cosa possa poi restare di questa fase storica nella quale non sono mancate le risorse”.

“Costruire edifici, ristrutturarli, sistemarli è importante, ma lo si può fare in un tempo relativamente breve, se vogliamo. Invece, purtroppo, piaccia o meno, è molto più complesso costruire le professionalità, quelle professionalità che dovranno far vivere queste strutture”, ha evidenziato Villanacci. “Noi abbiamo certamente molto bisogno di questo. Il tema della formazione, del quale si occupa la Scuola nazionale del Patrimonio, è volto per l’appunto ad ampliare il tema delle competenze”. Accanto alla formazione, per Villanacci è necessario rafforzare le reti territoriali. “Qualunque Comune, qualunque borgo, qualunque piccolo Comune, per quanto possa essere al meglio organizzato, da solo non può strutturarsi al meglio per poter offrire quanto gli è dato di poter offrire”, ha osservato, indicando la necessità di costruire rapporti “con altri borghi, con altri Comuni, con altre professionalità”. Rivolgendosi ai sindaci presenti, Villanacci ha aggiunto: “La rete di competenza significa avere questo partenariato attivo che deve essere sempre alimentato, sempre più sviluppato”.

Il presidente della Scuola nazionale del Patrimonio ha quindi posto al centro il problema demografico. “Il tema dei borghi, diciamolo pure con franchezza, ha uno dei suoi temi centrali nello spopolamento. Questo è il problema. Noi, ci piaccia o meno, viviamo questa condizione. Quindi dobbiamo contrastarlo e trovare gli elementi idonei perché questo possa avvenire”. Digitalizzazione e infrastrutture, ha spiegato, “aiutano molto”, ma occorre soprattutto “diffondere competenza per rendere sempre più attrattivi e stabili i risultati che si sono conseguiti”. Terzo elemento è la sostenibilità nel tempo degli interventi. “Se vogliamo evitare che qualunque intervento risulti essere estemporaneo, noi dobbiamo renderlo in un certo qual modo perpetuo, alimentarne un interesse costante. La sostenibilità è intesa e deve essere intesa anche in questo modo”, ha affermato Villanacci. “Il profilo identitario del nostro Paese, se dovessi dire in maniera molto sintetica, può essere riassunto proprio nei borghi, in questi piccoli ma straordinari luoghi fatti di comunità”.

Villanacci si è soffermato anche sul turismo e sul rischio che il trasferimento dei flussi dalle destinazioni più congestionate ai piccoli centri produca nuovi squilibri. “Per contrastare, per esempio, un fenomeno, quello dell’overtourism, un eccesso che addirittura è diventato dannoso di turismo, pensare di dirottarlo sui piccoli borghi, semplicemente dirottandolo in periferia, tra virgolette, è un errore”, ha affermato. “Noi dobbiamo invece considerare che è un fenomeno che va certamente contrastato, che vanno implementate le caratteristiche proprio di questi nostri importanti borghi, preservando la comunità che li vive. Partiamo da lì, dalla comunità che vive questi borghi”. “La Scuola è molto impegnata da questo punto di vista, il Ministero, il ministro spinge, ci trova evidentemente concordi, le porte sono già aperte per sostenere” i territori, ha concluso Villanacci rivolgendosi agli amministratori. “Voglio dire agli amministratori, ai sindaci e a tutti coloro che sono interessati a queste tematiche: la Scuola c’è, noi ci siamo”.

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