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“Le politiche di coesione sul tema della valorizzazione del patrimonio e dei luoghi culturali sul territorio nazionale sono particolarmente importanti. Le regioni, gli enti locali, gli operatori culturali e le organizzazioni hanno un ruolo fondamentale per costruire politiche di senso ma anche per metterle in atto nei territori”. Lo ha detto Anna Maria Candela, Dirigente Tutela e Valorizzazione Patrimoni Culturali della Regione Puglia, intervistata a margine di Artlab – Territori, cultura, innovazione – in corso a Bari e Matera fino al 21 aprile. Candela ha partecipato ai panel “Le programmazioni nazionali e regionali su finanziamenti europei per beni e attività culturali nel Ciclo di programmazione 21-27. Le Azioni Cultura nei Programmi Regionali FESR e FSE+” e a quello dedicato a “La frontiera del welfare culturale: buone pratiche e iniziativa regionale”.

Ad Artlab, ha aggiunto Candela, “stiamo discutendo i modelli di governance rispetto alla collaborazione pubblico-privato e di politiche di valorizzazione con un affondo sulla rigenerazione dei piccoli borghi e del patrimonio culturale costituito da un sistema di piccoli attrattori che è quello che consente di destagionalizzare il turismo e di puntare su un turismo lento, di qualità e meno aggressivo per i territori”. L’altro tema di rilievo è quello del “welfare culturale che consente di connettere in filiere orizzontali di servizi le politiche culturali ad impatto sociale ed economico anche per la sostenibilità dei luoghi della cultura su cui abbiamo già tanto investito anche con i fondi strutturali 2014-20”. Ad esempio, in Puglia, è il caso delle 123 Community Library “su cui abbiamo lavorato non solo per il recupero conservativo ma anche per la rifunzionalizzazione. Riempire di contenuti, di persone e di progetti di vita questi luoghi è fondamentale. La sfida del welfare culturale è quella che ci consentirà di lavorare in questi anni”.

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