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La mostra rientra in un più ampio progetto di studio e valorizzazione dell’Armeria avviato nel 2019 e, pertanto, focalizza l’attenzione sia sugli esiti sin qui conseguiti, sia sugli obiettivi da portare avanti e sviluppare in futuro. La genesi e la concretizzazione dell’evento scaturiscono da un programma di attività che ha avuto il proprio fulcro in un organico piano di conoscenza e conservazione del patrimonio dell’Armeria, in rapporto all’odierno contesto di appartenenza. Gli interventi conservativi sono stati eseguiti in parte dallo staff del Laboratorio di restauro della Direzione regionale Musei e in parte da restauratori esterni grazie alle risorse rese disponibili dall’edizione 2020 del progetto Sleeping Beauty, promosso e sostenuto dalla Direzione Generale Musei del Ministero della cultura, a cui si sono aggiunti il contributo di una sponsorizzazione di Mnemosyne Servizi per i Beni Culturali e una tesi di laurea svolta presso la Fondazione Centro Conservazione e Restauro dei Beni Culturali “La Venaria Reale”. A permettere la progettazione e l’allestimento delle strutture espositive sono stati invece i fondi UNESCO della Legge 77/2006. 

“L’inaugurazione di questa mostra – spiega la Direttrice regionale Musei Elena De Filippis – rappresenta non solo un’opportunità per arricchire l’offerta culturale, ma aggiunge un importante tassello alle iniziative per valorizzare le opere in deposito. Aprire nuovi orizzonti e focalizzare l’attenzione sulle collezioni nascoste rientra infatti tra gli obiettivi su cui da tempo lavora la Direzione regionale Musei, portando avanti attività che, per quanto riguarda il Castello di Racconigi, si concentrano sulle due principali componenti del patrimonio non ancora accessibile: la raccolta delle armi, appunto, protagonista dell’evento, e il vasto fondo di fotografie storiche. Oltretutto il percorso espositivo presenta un primo significativo punto d’arrivo del progetto dedicato alla realtà dell’Armeria, un modo per sollecitare occasioni di confronto tra addetti ai lavori e mettere in rilievo agli occhi dei visitatori sia la sorprendente ricchezza custodita nei musei, sia l’importanza delle attività di cura e valorizzazione del patrimonio culturale. Un’opera di sensibilizzazione che deve saper coniugare i risultati della ricerca scientifica con modalità di fruizione in grado di coinvolgere pubblici sempre più ampi e diversificati, anche nella prospettiva di consolidare l’identità collettiva tramite i valori correlati alla memoria nelle sue molteplici declinazioni”. 

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