skip to Main Content
“Necessario introdurre misure a sostegno delle Industrie Culturali e Creative e alla musica popolare contemporanea”

Assomusica rinnova così il proprio appello al Governo italiano affinché si faccia portatore di questa risoluzione e, nel quadro delle proposte che presenterà sull’uso delle risorse del Recovery Fund, possa includere misure in grado di risollevare e dare una prospettiva al settore culturale e musicale. Sul tema il Presidente Vincenzo Spera di Assomusica precisa che “La rivoluzione digitale e il capitolo degli investimenti sulla sostenibilità ambientale ipotizzati nel Recovery Fund sono temi sui quali vorremo ragionare con il Governo e ci auguriamo di venire ascoltati nelle sedi opportune”.

“In questi tempi difficili, molti si sono rivolti alla cultura, alla musica ed all’arte per superare momenti di sconforto e solitudine. In un momento così critico, tanto per il futuro della UE quanto per il nostro settore, è necessario intervenire per salvaguardarne la sopravvivenza”, aggiunge il Presidente di Assomusica. “Per queste ragioni, mi preme rivolgere un ulteriore, urgente, appello ai nostri rappresentanti istituzionali affinché lavorino alla creazione di un ‘framework’ finanziario adeguato a sostenere un settore chiave per la crescita e la diversità culturale del nostro continente”. Altre Associazioni simili ad Assomusica in Unione Europea, come la tedesca BDKV (The Federal Association of the Concert and Event Industry), si stanno prodigando presso i loro Governi per una simile iniziativa. Nel frattempo l’Associazione continua a monitorare i dati relativi all’impatto reale, per il settore, delle disposizioni adottate dal Governo per affrontare l’emergenza Coronavirus in Italia.

“250.000 famiglie sono senza lavoro; il circuito ha perso 650 milioni di euro tra febbraio e settembre e oltre 1,5 miliardi di euro di indotto. Sono stati registrati cali di fatturato vicini al 100% rispetto all’anno scorso. Sono danni che per noi organizzatori, e per ogni singola persona coinvolta, non hanno precedenti – denuncia il Presidente di Assomusica. «Gli spettacoli di musica dal vivo, e più in generale gli eventi culturali che, per loro stessa natura, sono costruiti attorno alla presenza di un “pubblico riunito”, sono stati i primi a chiudere e, come sta emergendo, gli ultimi a ripartire. Molte figure professionali, tra tecnici e light designer, stanno già scomparendo e non si vede all’orizzonte un momento preciso in cui si potrà ricominciare a lavorare. Di questo non si può non tener conto. Ne va della dignità di migliaia di persone, prima ancora che lavoratori”. (segue)

© AgenziaCULT - Riproduzione riservata

Back To Top