“In crisi non è la città, in crisi è il modello economico e sociale su cui si è retta fino ad oggi; in crisi è il modello novecentesco che abbiamo ereditato e che non va né rammendato né corretto ma va profondamente trasformato. Questa trasformazione non passa attraverso piani prestabiliti da urbanisti del sociale. La trasformazione passa attraverso un lavoro da fare all’interno delle periferie, un paziente lavoro di ascolto, di partecipazione, perché occorre determinare la possibilità che le persone che vivono in questi contesti di disagio e di marginalizzazione partecipano effettivamente e diventino protagoniste loro della loro ricostruzione. Questo protagonismo passa attraverso la disponibilità di vuoti da poter riempire: chi interviene nella rigenerazione deve avere la capacità ad un certo momento di spostarsi dal centro ai margini del progetto, lasciando spazio perché si possa quel progetto costruire e anche sbagliare, perché alla fine anche sbagliando si produce insieme un’innovazione e l’innovazione forse alla fine è proprio un errore andato a buon fine”. Lo ha detto Renato Quaglia, direttore di Fondazione Foqus, a margine di ArtLab Novara.
© AgenziaCULT - Riproduzione riservata
