Apre a Rimini “Part”, nuovo sito museale che unisce in un progetto unitario la riqualificazione a fini culturali di due edifici storici nel cuore della città e la collocazione permanente dell'eclettica raccolta di opere d’arte contemporanea donate alla Fondazione San Patrignano da artisti, collezionisti e galleristi. Le porte di Part – Palazzi dell’Arte Rimini si aprono gratuitamente al pubblico per uno speciale weekend di inaugurazione: giovedì 24 settembre dalle 17 a mezzanotte e venerdì 25, sabato 26 e domenica 27 settembre dalle 9 sino a mezzanotte. L’anteprima per la stampa e il taglio del nastro si sono tenuti giovedì 24 settembre in presenza del presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, del sindaco di Rimini Andrea Gnassi e della co-fondatrice della Fondazione San Patrignano Letizia Moratti. Il nuovo sito museale si colloca all’interno del complesso monumentale medievale costituito dal duecentesco Palazzo dell’Arengo e dal trecentesco Palazzo del Podestà, i due imponenti edifici contigui di grande rilevanza storica e architettonica che insieme a Palazzo Garampi, al Teatro Galli e alla Pescheria si affacciano sulla Piazza Cavour, cuore della città. “Quello del Part è il maglio creativo che abbatte ogni barriera. È lo spazio dell’impossibile che si fa possibile: passato, presente e futuro senza soluzione di continuità, verso una direzione inedita – ha spiegato il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi -. Ci sono meravigliosi palazzi della grande storia d’Italia; ci sono folgoranti opere d’arte internazionali; c’è un capolavoro trecentesco in posizione spartiacque ma che, in realtà, dirige e miscela un’atmosfera magica in cui il particolare diventa universale. Tutto questo accade a Rimini, cioè un luogo da anni percepito come simbolo di una contemporaneità istantanea. Nel Part c’è tanto di una Rimini, allo stesso tempo nuova e antica. Processi di rigenerazione urbana, in cui sono l’arte, la cultura e la creatività, i motori di uno sviluppo finalmente fondato sulle relazioni e sul concetto più nobile di comunità”.
“Quello che è successo – ha commentato Letizia Moratti co-fondatrice della Fondazione San Patrignano – è un percorso sinergico che attraverso cultura e arte, alimenta un nuovo modello di collaborazione tra pubblico e privato. Un modello in grado di promuovere cultura, occupazione, sviluppo economico, riqualificazione urbana nel nome e per conto dell’innovazione, della qualità, della responsabilità sociale e della partecipazione allargata. Ringrazio la città di Rimini e il suo sindaco per aver creduto fin dall’inizio in questo progetto di alleanza virtuosa a cui San Patrignano contribuisce con la propria collezione d’arte, nata dall’idea, mutuata dalla tradizione delle fondazioni anglosassoni, di dotarsi di una risorsa patrimoniale per eventuali progetti di natura straordinaria. Tutte le opere, frutto unicamente di donazioni, affrontano temi chiave per San Patrignano, come l’emarginazione, il disagio sociale, l’accoglienza, la rinascita. Credo che questo progetto rappresenti un unicum nel suo genere e possa costituire uno stimolo per progetti simili in un paese come il nostro che dovrebbe costruire anche sulle leve dell’arte e della cultura una delle direttrici di sviluppo attuale e futuro”.
