La collaborazione tra i due enti, in armonia con l’art. 118 del codice dei beni culturali, è volta, come si legge nel testo della convenzione, a “valorizzare i contenuti dell’archivio storico di Ente EUR” e “costituisce non solo un presupposto fondamentale per assicurare una corretta conservazione della documentazione per fini di pubblica fruizione, ma può offrire un importante contributo alla promozione, da parte di soggetti pubblici e privati, di iniziative che abbiano come obiettivo lo sviluppo culturale, architettonico, urbanistico, sociale ed economico del moderno quartiere dell’EUR”. Nella convenzione si dichiara inoltre l’impegno di concordare iniziative di valorizzazione dell’archivio, anche su piattaforme digitali, “assicurando la massima fruibilità e riutilizzabilità delle risorse digitali in rete da parte del pubblico, in armonia con i principi dell’Open Access”. Un principio programmatico che sembra ispirare le policy dei futuri progetti di digitalizzazione, aprendo la strada all’esperienza del libero riuso, per qualsiasi fine, delle risorse culturali digitali in continuità con pratiche avviate in Italia dal Museo Egizio di Torino e consolidate altrove all’estero.
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