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LETTURE LENTE - rubrica mensile di approfondimento
di Nina Però e Antonella Galdi
Paesaggio Toscana Cipressi

I tavoli di lavoro si sono svolti in occasione di ArtLab Montalto delle Marche (11-12 aprile 2024) promosso dalla Fondazione Fitzcarraldo e dal Comune di Montalto delle Marche, in collaborazione con l’Unità di Missione per l’attuazione del PNRR del Ministero della Cultura, l’ANCI, l’Associazione CIVITA e Marchingegno srl, con il patrocinio della Commissione Cultura della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e con il sostegno della Regione Marche.

La sostenibilità si afferma come elemento centrale in ogni progetto di sviluppo, soprattutto nelle iniziative di rigenerazione dei piccoli paesi delle aree interne. La recente discussione a Montalto delle Marche ha evidenziato alcune tendenze emergenti, sottolineando l’importanza della residenzialità e della mobilità come pilastri fondamentali per il futuro di queste comunità. La sostenibilità, “tema dei temi” in qualsiasi progetto di sviluppo perlomeno di questa decade, assume un peso ancora maggiore su una misura di rigenerazione dei piccoli paesi delle aree interne. Il tavolo di discussione realizzato a Montalto delle Marche non ha chiaramente avuto la pretesa di analizzare in maniera puntuale approcci e interventi messi a punto dai Soggetti Attuatori, quanto piuttosto quello di far emergere alcuni orientamenti che stanno prendendo piede e che possano essere utili per porre luce su problemi e prospettive da affrontare.

Se al centro di una visione europea di sviluppo sostenibile sono le persone, nei progetti LINEA A emerge con chiarezza una riflessione sulla residenzialità ed in particolare sulle infrastrutture ad essa dedicate: fortemente concentrata su due target, i giovani e gli anziani, delinea soluzioni che incrociano il silver housing e altri modelli innovativi di housing sociale. La residenzialità a cui si fa riferimento non è solo quella permanente, ma spesso temporanea, con una forte componente turistica a cui si aggiunge quella legata a centri di formazione che verranno attivati nei borghi. Se sul piano delle opere il livello di maturità delle progettualità è avanzato (dovendo far partire in tempi stretti i cantieri), rispetto ai servizi le riflessioni sembrano meno articolate, anche vista la complessità di queste nuove comunità molto diverse le une dalle altre: piccole, ma molto radicate nel proprio paese, o immaginate ed attese, in luoghi dalla forte valenza turistica.

La mobilità, cruciale fattore per l’accessibilità e vivibilità di questi piccoli paesi, trova risposte molto simili tra i territori, spesso ancora concentrate a livello di singolo borgo: emerge una chiara volontà di recupero della mobilità lenta e di promozione di formule green sia a fini turistici che per i cittadini. Molte delle Amministrazioni coinvolte stanno ponendo in essere le condizioni abilitanti per la mobilità green con l’acquisto di parco mezzi ecologici, l’installazione di colonnine di ricarica, la predisposizione di ciclovie. Un fenomeno interessante è legato al riutilizzo delle strade bianche, con interventi a basso impatto ambientale che permettono di salvaguardare le strutture originarie e le caratteristiche strutturali dei tracciati, rendendoli compatibili con le esigenze attuali. Riattivare questi esempi di viabilità minore, riconoscendone il valore ambientale, storico e paesaggistico, ma anche quello di infrastruttura viaria, impone l’avvio di un processo di consapevolezza della cura dei tracciati da parte della popolazione locale per assicurarne la futura necessaria manutenzione ordinaria.

D’altro canto, è fondamentale spostare la lente su livelli meso e macro, ragionando su fabbisogni comuni e ricercando soluzioni per le aree non coperte dalle infrastrutture secondo una logica di contiguità territoriale (ad esempio nella costruzione di percorsi dell’ultimo miglio tra rete ferroviaria e centri abitati). In tal senso, la strutturazione di servizi in cluster territoriali, secondo forme di integrazione funzionale, permetterebbe di riverberare gli effetti del forte investimento pubblico non solo sulle piccole comunità “premiate”, ma su un bacino allargato di micro-frazioni di cui si compone spesso il nostro tessuto territoriale.

Anche la dimensione energetica rappresenta un ambito di interesse su cui si stanno cimentando i Soggetti Attuatori, seppur con intensità diverse: dalla creazione di comunità energetiche alla realizzazione di impianti di produzione di energia rinnovabile, dalla realizzazione di percorsi di formazione specialistici (sull’utilizzo dell’idrogeno, ad esempio) all’educazione ad un consumo consapevole. La necessità di tutelare e valorizzare le risorse naturali unita alla volontà di rimettere in moto economie locali sta producendo, inoltre, interessanti sperimentazioni di agricoltura sostenibile anche con il coinvolgimento di Università ed altri centri di ricerca.

Per quanto il modello di intervento sia eterogeneo, emerge trasversalmente l’importanza di consolidare le progettualità con una maggiore consapevolezza del domani e delle logiche di attivazione e funzionamento, anche tenendo conto dell’effetto sulla spesa ordinaria delle Amministrazioni. Appare necessario ricostruire un quadro complessivo all’interno del quale avviare interlocuzioni di sistema, anche con il tessuto economico nazionale, valorizzando il rapporto con le imprese in termini di coprogettazione e di sperimentazione, per l’individuazione di soluzioni innovative.

Al fine di consolidare la strategia avviata, è opportuno lavorare a futuri strumenti regolatori e finanziari che possano sostenere la continuazione del percorso di riattivazione dei piccoli borghi dopo il termine ultimo per gli investimenti PNRR. Ecco, quindi l’importanza di non andare a disperdere le risorse progettuali, umane e finanziarie fin qui messe a punto, ma di immaginare questi luoghi come hub per il territorio circostante, connettori di esigenze, catalizzatori di risorse.

Nina Però Partner associato di PTS S.p.a., lavora a fianco di amministrazioni pubbliche e istituzioni culturali su progetti complessi di riattivazione e valorizzazione del patrimonio culturale, di gestione di siti culturali, con particolare attenzione ai siti UNESCO, su piani strategici di sviluppo territoriale e turistico.

Antonella Galdi Vice-Segretario Generale dell’ANCI, è responsabile dell’Area Innovazione tecnologica, Attività produttive, Energia, Ambiente, Cultura, Turismo, Mobilità Sostenibile TPL, Politiche giovanili, Agricoltura e Statistica. È, inoltre, Direttore di Publica, la Scuola di formazione dell’ANCI per giovani Amministratori.

I tavoli di lavoro si sono svolti in occasione di ArtLab Montalto delle Marche (11-12 aprile 2024) promosso dalla Fondazione Fitzcarraldo e dal Comune di Montalto delle Marche, in collaborazione con l’Unità di Missione per l’attuazione del PNRR del Ministero della Cultura, l’ANCI, l’Associazione CIVITA e Marchingegno srl, con il patrocinio della Commissione Cultura della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e con il sostegno della Regione Marche.

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