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Sound Bocs, prima residenza artistica a sfondo civile mai realizzata in Europa firmata dall’Associazione musica contro le mafie, si è conclusa conquistando millenials e post millennials, in reale e in virtuale. Una doppia sfida vinta quella data dal distanziamento fisico e dal coinvolgimento di artisti under 35 che si sono impegnati nella creazione di un brano a sfondo civile. È infatti ai giovani che si rivolge il progetto di residenza diretto da Gennaro de Rosa, nato non solo per trasmettere buone pratiche ma per coltivarle. Per 15 giorni i BoCs Art di Cosenza, sulle rive del fiume Crati, sono stati la casa creativa di 10 giovani artisti: una vera e propria fattoria musicale in grado di dedicarsi al presente attraverso la trasmissione di valori positivi. Sono stati tanti i temi trattati nei brani dai residenti – gli artisti Cadmo, Cance, Ciarz, Gero, Giulia Zedda, Laura Pizzarelli, la band Le cose importanti, Massimonero, Misga e il duo Poesia Potente e Chitarra Tonante – dal razzismo alla mafia, alla crisi ambientale. Dieci talenti provenienti da ogni parte d’Italia che in 15 giorni non solo si sono dedicati a creazioni di altissimo livello ma hanno lavorato assieme aiutandosi a vicenda e facendo comunità. “Cercare di diffondere valori importanti come la giustizia sociale, la tutela dei diritti, la legalità democratica, l’uguaglianza, è una grandissima responsabilità e ha un peso considerevole – commenta il direttore artistico Gennaro de Rosa – per questo pensiamo da sempre che la musica, grazie alla sua grande forza comunicativa, possa essere la giusta chiave, per diffondere con leggerezza, che non è superficialità, buone idee e buone prassi da coltivare e condividere tra i giovani”. (segue)

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