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Secondo Mollicone, sulla pdl “i colleghi dell’opposizione fanno il gioco del cerino, ma sanno bene che non è una proposta né della maggioranza in senso organico né tantomeno del ministro Sangiuliano"

“È chiara la volontà di dare riconoscimento a quei teatri che rappresentano la tradizione italiana e la storicità dell’edificio arrivando anche fino ai primi del Novecento. Per questo, l’emendamento, così come formulato dall’opposizione, non è ricevibile. Lavoreremo a un testo di sintesi, ma senza queste polemiche sterili che non aiutano questo bel lavoro che stiamo conducendo coi territori per riconoscere quello che è un ‘Circuito delle meraviglie’ rappresentato dai nostri teatri storici e di tradizione”. Lo ha detto ad AgenziaCULT il presidente della Commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone (Fdi), commentando il rinvio in Commissione, dopo l’approdo in Aula avvenuto ieri, del Testo unificato delle proposte di legge sulla dichiarazione di monumento nazionale di teatri italiani, relatore Alessandro Amorese (Fdi). Il provvedimento riconosce a molti teatri italiani – circa 50 – il titolo di “monumenti nazionali”. Secondo Mollicone, sulla pdl “i colleghi dell’opposizione fanno il gioco del cerino, ma sanno bene che non è una proposta né della maggioranza in senso organico né tantomeno del ministro Sangiuliano. È il risultato dell’abbinamento di varie proposte tanto della maggioranza quanto dell’opposizione. Come succede spesso in questi casi, non essendoci un testo unico si può creare una disorganicità nei criteri. Il rinvio non è dovuto né alle lamentele dell’opposizione – che ha partecipato all’elaborazione del testo – né tantomeno a qualche dissidio interno alla maggioranza. Già sarebbe stata rinviata in base ai lavori d’Aula, con l’occasione rimetteremo ordine ai criteri e ci confronteremo con l’opposizione”.

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