“L’intento di questa manifestazione regionale – dichiara Domenico Targia, Direttore del Parco Archeologico di Tindari, e già Direttore del Museo d'Aumale, che ha guidato negli ultimi due anni le ricerche e gli approfondimenti sulle tracce storiche e antropologiche del carretto siciliano – è quello di fare uscire dall’oblio quel conglomerato di Arti, per troppo tempo considerate minori, che ruotano da sempre intorno all'esistenza del carretto siciliano. Bisogna guardare alla sintesi di queste Arti non più con sospetto e indifferenza, riconsegnando quel valore storico e culturale in cui il popolo siciliano si è da sempre riconosciuto e viene identificato in tutto il mondo. Gli esempi e i rimandi che, in primis, la moda internazionale diffonde oggi sulle passerelle più importanti, riscuotendo grande apprezzamento, grazie all'attenzione di artisti come Dolce&Gabbana, affondano le loro radici negli esemplari custoditi in ogni angolo della Sicilia, patrimonio per eccellenza dell'identità dell'Isola, fatto di colori, immagini, rappresentazioni, arte della parola e paziente lavoro artigianale che non deve scomparire”.
“Questa manifestazione è l'affermazione di un metodo di lavoro che porterà ad un cammino importante sia Il Museo di Palazzo d'Aumale che la Sicilia – dichiara Luigi Biondo, Direttore del Polo museale regionale Museo Riso – Il nostro sogno comune è che questi carretti non rimangano chiusi nelle sale del museo ma che siano testimonianza concreta, nel mondo, della nostra Cultura”.
Per tre giorni protagonista assoluto della manifestazione sarà, dunque, il carretto siciliano – già iscritto al REIS (Registro delle Eredità Immateriali della Sicilia) e in attesa di intraprendere il percorso per il conseguimento del riconoscimento Unesco, quale Patrimonio dell'umanità – al centro di una serie di attività, realizzate in collaborazione con diversi comuni e associazioni dell’Isola. Dibattiti, mostre, laboratori artigianali, esibizioni canore e folk, opera dei pupi, proiezioni cinematografiche e degustazioni animeranno, per tre giornate, le sale, i portici e la corte interna del Museo d'Aumale, illuminato ad hoc anche con luminarie artistiche, e, non ultime, le vie di Terrasini.
