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“Le reti funzionano quando vi sono professionisti culturali che entrano nel merito e lavorano in sistemi di aggregazione. E’ quindi opportuno che le amministrazioni, le Regioni in primis ma anche gli Enti locali, sostengano soprattutto l’occupazione di figure professionali nei sistemi di aggregazione che possono essere reti museali o sistemi territoriali”. Lo ha detto Daniela Tisi, Dirigente settore Beni e Attività culturali della Regione Marche, a margine della riunione del coordinamento tecnico della Commissione Cultura della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome che si è tenuta a Bergamo nell’ambito di Artlab 2022.

La misura Attrattività dei borghi e le linee guida del PN prevedono lo sviluppo di reti territoriali settoriali e trasversali anche ai fini di rafforzamento del tessuto economico locale, non solo nel settore culturale. Come è possibile affrontare le fragilità del contesto locale garantendo a un tempo processi di sviluppo territoriale e crescita degli attori locali ed attrazione di nuovi soggetti economici, sociali e culturali? “L’argomento attuale oggi in Italia, soprattutto per le caratteristiche del patrimonio culturale che abbiamo così capillarmente diffuso sul territorio – spiega Tisi -, è sicuramente quello della gestione integrata. Quando parliamo di gestione integrata abbiamo sicuramente in mente reti museali, sistemi territoriali, che è importante agevolare sia nel loro avvio, nella loro costruzione, ma anche nel sostegno. Questa è una modalità di valorizzazione del nostro patrimonio culturale che ha modo così di esprimersi in tutte le sue potenzialità proprio perché è costruita in rete”.

E’ ovvio, aggiunge Tisi, che in questo discorso “agiscono diversi fattori. In primis abbiamo visto che le reti museali o i sistemi territoriali funzionano se nascono dal basso. Funzionano quando c’è anche un sistema istituzionale, amministrativo e di sostegno che va ad aiutare queste reti. Così come l’apporto dei privati. Quindi il partenariato pubblico-privato, le imprese culturali e creative, gli stessi cittadini che intervengono in questi processi di valorizzazione di patrimonio culturale in forma integrata. Quindi è necessario mettere in campo tutto il sostegno possibile, anche e soprattutto da parte delle istituzioni centrali e periferiche come le Regioni che devono aiutare a sostenere queste aggregazioni culturali proprio perché abbiamo visto che nel territorio funzionano e riescono ad innescare delle valide economie di scala ma anche a generare nuovi progetti”.

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