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Generazione-Bellezza

Due puntate di Generazione Bellezza saranno dedicate all’impatto che arte e cultura hanno sul nostro organismo, sul nostro benessere biologico e mentale, dalla nascita fino al tramonto. Sono le ultime due puntate di questa stagione, in onda giovedì 13 e venerdì 14 su Rai3 alle ore 20.15.

“NASCERE IN BELLEZZA”

E’ il titolo di un viaggio che parte dalla Reggia di Venaria, alle porte di Torino, dove si svolge un evento speciale: la Festa della Nascita, un benvenuto alla vita per i neonati che vengono accolti da esperti narratori, attori, musicisti, medici. Per trasferire ai genitori le migliori tecniche per parlare ad un bambino, per capire quanto è importante stimolare la formazione della sua corteccia neuronale attraverso suoni, parole, odori, colori. Iniziamo a capire l’importanza della “Bellezza” sul nostro vivere fin dai primi istanti, ben oltre quello che pensiamo.

“Non sono chiacchiere tra amici riguardo qualcosa che tutti possiamo intuire – spiega Emilio Casalini, autore e conduttore della trasmissione – ma evidenze scientifiche raccolte da un importante rapporto dell’OMS che spiega l’enorme impatto dell’arte sul nostro metabolismo. È affascinante capire come stimolare al meglio quella meravigliosa macchina che è il nostro cervello fin dalle fasi della sua costruzione e farlo in un luogo incredibile come La Reggia di Venaria è come essere dentro un amplificatore esponenziale di emozioni.”

La Reggia di Venaria guidata da Guido Curti appare come uno scrigno di emozioni che si apre alle comunità che lo circondano: viali di mattoni e piante, percorsi di armonie naturali ed architettoniche da percorrere come fosse un percorso rigenerativo. Una sensazione simile che si ha entrando nell’Ospedale Ostetrico Ginecologico Sant’Anna di Torino dove la Direttrice Chiara Benedetto assieme ad enti ed istituzioni ha portato la musica dal vivo nelle sale d’attesa, la poesia nelle camere dei pazienti, colori e dipinti lungo scale e corridoi. Lavorando con studenti, artisti, professionisti, medici che posano lo stetoscopio e impugnano il pianoforte.

“È una sinergia, un concerto polifonico di saperi ed emozioni – continua Casalini – dai giardini della Reggia curati fino ai minimi dettagli ad una corsia di ospedale che sembra una galleria d’arte contemporanea. Ed è emozionante pensare che questa forza estetica permetta di costruire migliori reti neuronali che ci accompagneranno fino al tramonto del nostro esistere. Deve crescere la nostra consapevolezza in questo settore ed è questo che le puntate di Generazione Bellezza puntano a fare”.

Un percorso di consapevolezza per un Paese erede di un patrimonio sconfinato, tracciato da un’alleanza di esperti raccolti nel Cultural Welfare Centre, che ci indica la strada da seguire per… vivere meglio! Spesso senza che ci sia nemmeno la necessità di investimenti colossali ma semplicemente unendo i tasselli di questo immenso mosaico di bellezza che chiamiamo Italia.

“LA BELLEZZA DELLA MENTE”

Il viaggio nel potere della bellezza sulla nostra mente continua lungo un binario di arte e di scienza: le telecamere di “Generazione Bellezza” sono andate a Firenze, nella Basilica di Santa Croce, lì dove Stendhal perse i sensi a causa dell’eccessiva bellezza dell’arte e dove nacque la famosa sindrome che porta il suo nome, che colpirebbe le persone più sensibili.

“Non si tratta di un semplice luogo o di una singola opera – racconta il conduttore del programma Emilio Casalini – ma di una sequenza di perfezione estetica che crea un accumulo quasi ingestibile dal sistema emozionale. Palazzi, proporzioni, dipinti, musica, suoni, colori, odori: un viaggio a Firenze è il perfetto esempio di un’Italia che offre stimoli infiniti a chi apre le porte della sua mente alla forza della bellezza da cui è circondato”.

E la scienza ci accompagna, come spiega il professor Enzo Grossi, docente di Cultura e Salute presso l’Università di Torino e l’Università di Lugano, che anni fa aveva misurato l’impatto degli affreschi della Basilica di Vicoforte sul nostro organismo. Dopo un paio di ore totalmente immersi nell’arte, il livello di cortisolo – l’ormone dello stress – crolla, annullato dalla produzione di ossitocina – l’ormone dell’amicizia – che quella bellezza artistica stimola. Una specie di “battaglia” chimica dentro ai nostri corpi che viaggia di pari passo con le nostre emozioni.

Emozioni che oggi possiamo “vedere” grazie ad uno speciale caschetto pieno di elettrodi che il team di BrainSigns dell’Università della Sapienza, guidati dal Professor Babiloni, ha fatto indossare a Casalini per sbirciare dal buco della serratura nel cervello umano, per iniziare a capire come si muovono o ci “muovono” le emozioni. Tutto questo è avvenuto davanti al Mosè di Michelangelo, una delle sculture più straordinarie mai create. Nel momento in cui lo sguardo dell’uomo incontra lo sguardo dell’opera si crea un picco di emozione che si sprigiona nel cervello inondandolo di sostanze benefiche.

“L’emozione sale fino a farti commuovere – specifica il conduttore -. È come fosse un’onda di energia che attraversa tutto il corpo prima di uscire. Ha un effetto reale sulla mente e sull’organismo come da molti anni dicono i medici inglesi che, oltre alle medicine classiche, prescrivono dosi di teatro, musica, reading, passeggiate nei boschi e nei musei. E la domanda è: perché in Italia tutto ciò non avviene nonostante il nostro patrimonio?”

Si chiama Art on Prescription e vede medici del servizio sanitario nazionale somministrare ai propri pazienti delle cure a base di arte che permettono di ridurre l’impiego di psicofarmaci. Inoltre Il Governo Inglese sta anche assumendo centinaia di link workers per connettere arte e cultura, proprio per indirizzare al meglio le “cure” dei medici; sono professionisti che “connettono” e ottimizzano ciò che c’è già.

Tutto ciò accade in qualche raro caso anche in Italia, ad esempio a Bassano del Grappa, in Veneto, dove i pazienti affetti da Parkinson si ritrovano insieme a danzare tra le statue del Canova esposte al Museo Civico cittadino. Guidati da un coreografo come Roberto Casarotto che utilizza lo strumento del ballo per riconnettere le persone con il proprio corpo malato, riattivando percorsi neuronali sopiti e nascosti, ricreando la magia di sentirsi nel controllo di sé. Avvolti da una bellezza di incredibile intensità che amplifica il tutto. Ben oltre quello che ci potremmo aspettare.

“Se l’interazione della bellezza in modo professionale e immersivo ha questi effetti curativi per anima e corpo, – conclude Emilio Casalini – il nostro Paese, con il suo patrimonio sconfinato di bellezza materiale ed immateriale, potrebbe essere non solo il più bello da visitare ma anche quello che permette di prendersi cura di noi stessi come nessun altro luogo al mondo può fare. La migliore motivazione per venire da noi o per restarci.

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