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La decisione è stata presa a Parigi dal Comitato intergovernativo per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. Diventano 15 gli elementi italiani del patrimonio immateriale

La “Cerca e cavatura del Tartufo” entra nella lista rappresentativa del Patrimonio immateriale Unesco. Lo ha deciso il Comitato intergovernativo per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale nel corso della sedicesima sessione convocata a Parigi in questi giorni. La candidatura era stata approvata dal Consiglio Direttivo della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco nel marzo 2021 insieme a quella del Tocatì per la lista delle buone pratiche di salvaguardia (che sarà valutata il prossimo anno).

“La ricerca e l’estrazione del tartufo italiano – si leggeva nella bozza di decisione pubblicata a novembre in vista della riunione del Comitato – è un insieme di conoscenze e pratiche che si trasmette oralmente da secoli. Ancora oggi caratterizza la vita rurale di intere comunità della penisola italiana. I cercatori di tartufi, o tartufai, vivono di solito in zone rurali e piccoli villaggi. Le fasi della ricerca del tartufo sono due: la caccia e l’estrazione. La caccia comporta l’identificazione delle zone dove cresce la pianta del tartufo, dalle cui radici cresce il fungo sotterraneo chiamato ‘tartufo’. Questa fase viene effettuata con l’aiuto di un cane addestrato. I cercatori usano poi una vanga speciale che permette loro di estrarre i tartufi. La caccia al tartufo implica una vasta gamma di competenze e conoscenze (sul clima, l’ambiente e la vegetazione) legate alla gestione degli ecosistemi naturali e al rapporto cane-cacciatore di tartufi. Queste conoscenze sono trasmesse attraverso tradizioni orali, tra cui storie, favole, aneddoti ed espressioni che riflettono l’identità culturale locale e creano un senso di solidarietà all’interno della comunità di cacciatori di tartufi. La cerca del tartufo è spesso associata a feste popolari che segnano l’inizio e la fine della stagione del tartufo. Le pratiche rispettano l’equilibrio ecologico e la biodiversità vegetale, garantendo la rigenerazione stagionale delle specie di tartufo”.

LE ALTRE DECISIONI

Il Comitato intergovernativo per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale dell’Unesco è chiamato a esaminare 55 nuove domande di iscrizione: 45 richieste di inclusione nella lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità, 5 richieste per l’elenco dei beni culturali immateriali che necessitano di urgente tutela, 5 candidature al registro delle buone pratiche di tutela. Tra le 45 richieste di inclusione nella lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale c’è anche la “Cerca e cavatura del Tartufo”.

ELEMENTI IMMATERIALI ITALIANI

L’Unesco ha fino ad oggi riconosciuto come patrimonio immateriale 584 elementi in 131 paesi del mondo. Gli elementi italiani iscritti nella lista erano, fino ad oggi, 14: Opera dei Pupi siciliani (2008), Canto a tenore sardo (2008), Saper fare liutario di Cremona (2012), Dieta mediterranea elemento “transnazionale” (2013), Feste delle Grandi Macchine a Spalla (2013), Vite ad alberello di Pantelleria (2014), Falconeria elemento transnazionale (2016), L’Arte del “pizzaiuolo” napoletano (2017), L’Arte dei muretti a secco, elemento transnazionale (2018), Perdonanza Celestiniana (2019), Alpinismo, elemento transnazionale (2019), Transumanza elemento transnazionale (2019), ”L’arte delle perle di vetro” elemento transnazionale (2020), “L’arte musicale dei suonatori di corno da caccia” elemento transnazionale (2020).

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