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Il 1 febbraio un evento a porte chiuse ospitato al Maxxi: musei, professionisti del settore culturale, consulenti legali, esperti di marketing digitale, ricercatori del digitale, e rappresentanti di imprese di tecnologie applicate alla cultura si confronteranno in tre tavoli tematici di coprogettazione su ‘Strumenti digitali e nuovi modelli di business’, ‘Strumenti digitali per l’accessibilità’ e ‘Strumenti digitali per ricostruire mondi, luoghi e milieu’

Entra nel vivo la seconda fase del progetto “Verso un museo del futuro. Un laboratorio aperto di riflessione” della Fondazione Kainòn nata nel 2020 con l’obiettivo di creare un ponte tra l’innovazione tecnologica e il futuro della cultura. Il 1 febbraio al Maxxi, nel corso di un evento a porte chiuse condotto in collaborazione con Icom Italia, direttori museali, professionisti del settore culturale, consulenti legali, esperti di marketing digitale, ricercatori del digitale e rappresentanti di imprese di tecnologie applicate alla cultura si ritrovano per definire progettualità concrete da sostenere e avviare tra il 2023 e il 2024 per intercettare le possibili traiettorie e trasformazioni dei musei nel digitale. Con il coinvolgimento di tre facilitatori ed esperti di settore (Alessandro Bollo, Luca Dal Pozzolo e Anna Maria Marras) prosegue, quindi, il confronto al fine di alimentare una riflessione generale ma anche di individuare, con un approccio bottom up, driver utili all’avvio di possibili sperimentazioni.

Da pochi giorni è anche online la nuova sezione del sito della Fondazione dedicata al progetto che delinea le tappe e gli avanzamenti della riflessione su come potrebbe essere il museo del futuro. “Un’elaborazione partecipata e condivisa grazie a un processo di confronto, ascolto e discussione. Ma con il fine anche di avviare progettazioni all’interno delle istituzioni culturali. Un progetto di pensiero, quindi, ma che allo stesso tempo vuole realizzare sperimentazioni concrete e innovative”, spiegava il segretario generale della Fondazione, Emanuela Totaro, in un’intervista ad Agenzia CULT all’inizio di questo percorso.

Il workshop del 1 febbraio sarà seguito da un laboratorio online che proseguirà il lavoro dei singoli tavoli. Per concludere la seconda fase è previsto un evento pubblico di restituzione, aperto agli operatori del settore culturale che avrà l’obiettivo di raccontare l’intero processo e le progettualità che si intendono avviare nell’ambito del progetto VERSO un museo del futuro.

I TAVOLI TEMATICI

STRUMENTI DIGITALI E NUOVI MODELLI DI BUSINESS

Il primo tavolo si occuperà di ‘Strumenti digitali e nuovi modelli di business’ e sarà coordinato da Alessandro Bollo, Senior Project Manager de La Fabbrica del Vapore e precedentemente direttore della Fondazione Polo del ‘900 di Torino. Il digitale merita più di una riflessione in relazione al suo contributo rispetto a obiettivi di sostenibilità economica e alla capacità dei modelli di business attuali di cogliere le diverse linee di sviluppo che il digitale può abilitare. Accesso allargato ai contenuti, nuovi modelli di editoria e di narrazione digitale, sinergie con il mondo della formazione e della didattica digitale, integrazione con le piattaforme di broadcasting e di contenuti on demand, blockchain, NFT, comunità virtuali e realtà immersive rappresentano solo alcune delle potenzialità di allargamento del sistema di offerta e di alleanze. Il laboratorio del primo febbraio vuole favorire un primo incontro tra responsabili dei musei, esperti e sviluppatori di tecnologie per ragionare su modelli di business e sostenibilità riguardanti piattaforme di servizi, contenuti ed esperienze digitali che possono arricchire il sistema di offerta, allargare i bacini d’utenza e creare nuove forme di membership e loyalty.

ALESSANDRO BOLLO

Secondo Bollo, “la digital transformation sta sollecitando i musei su tantissime dimensioni diverse: nella produzione di contenuti, nell’accessibilità, nella comunicazione, nel marketing, in nuovi modelli di storytelling e di esperienze aumentate che possono rappresentare un modo nuovo di stare nella contemporaneità. Contestualmente – spiega Bollo ad Agenzia CULT – il Pnrr sui temi della digitalizzazione e il Piano nazionale per la digitalizzazione spingono anche a riflettere su nuovi modelli di sostenibilità e di business che abbiano a che fare con la capacità dei musei di agire come soggetti in grado di offrire, produrre ed erogare contenuti culturali collegati a luoghi fisici ma che sempre di più potranno essere collegati a una dimensione immateriale. Si tratta quindi di capire come oggi e nei prossimi anni i musei possano trovare logiche di riconoscimento e remunerazione di quei fattori produttivi che sono collegati alla generazione di contenuti e alla produzione di servizi intorno ai contenuti”.

Pertanto, prosegue Bollo, “ci interroghiamo sull’oggi sull’opportunità e sulla strategicità delle piattaforme e sul capire quali possono essere modelli di costruzione di contenuti digitali, editoriali, streaming o on demand che consentano ai singoli musei o a loro aggregazioni di operare”. Al workshop del 1 febbraio “abbiamo invitato professionisti che vengono da mondi molto diversi, musei grandi e piccoli, esperti di diritto, di marketing, esperti di produzione di nuovi contenuti per capire quali possano essere i requisiti di progettazione per favorire delle sperimentazioni. Quello che serve adesso è sperimentare e condividere degli step anche per evitare di fare errori come in passato con grandi investimenti e scarsa patrimonializzazione delle esperienze”.

STRUMENTI DIGITALI PER L’ACCESSIBILITÀ

Al centro del secondo tavolo tematico ci sono gli ‘Strumenti digitali per l’accessibilità’. L’incontro sarà coordinato da Anna Maria Marras, ricercatrice presso il dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino e Membro del Consiglio Direttivo e Coordinatrice della Commissione Tecnologie Digitali per i Beni Culturali – ICOM Italia. Nel 2022 durante l’assemblea generale di ICOM International è stata approvata la nuova definizione di museo “Il museo è un’istituzione permanente senza scopo di lucro e al servizio della società, che effettua ricerche, colleziona, conserva, interpreta ed espone il patrimonio materiale e immateriale. Aperti al pubblico, accessibili e inclusivi, i musei promuovono la diversità e la sostenibilità. Operano e comunicano eticamente e professionalmente e con la partecipazione delle comunità, offrendo esperienze diversificate per l’educazione, il piacere, la riflessione e la condivisione di conoscenze”. In questa definizione l’inclusione e accessibilità rivestono un ruolo fondamentale per il museo del futuro. Il laboratorio vuole favorire un primo incontro tra responsabili dei musei, esperti e sviluppatori di tecnologie per confrontarsi sui punti di forza e di debolezza delle tecnologie digitali, in modo particolare quelle immersive, e per riflettere su possibili modelli e schemi che riguardano la progettazione, la realizzazione, la valutazione e il monitoraggio di progetti inclusivi, accessibili e sostenibili.

ANNA MARIA MARRAS

Il 1 febbraio, spiega Marras ad Agenzia CULT, “si partirà da domande che riguardano gli aspetti generali sul significato stesso dell’accessibilità digitale. Si cercherà di capire più dal livello tecnico che contenutistico come realizzare un digitale accessibile. Lo scopo del tavolo quindi è concentrarsi soprattutto sull’aspetto della progettazione che sarà poi la base di eventuali realizzazioni di progetti accessibili dal punto di vista del digitale. L’incontro, quindi, mette quindi a confronto figure più tecniche con persone che si occupano di accessibilità più tradizionale”. “Non vogliamo – aggiunge Marras – dare linee guida perché ne esistono già di diverse. Vogliamo piuttosto mettere insieme tutte le indicazioni esistenti – che tuttavia viaggiano ancora un po’ troppo separate tra loro – estraendo quegli elementi da usare facilmente come indicatori per arrivare a un digitale accessibile e non escludente (come purtroppo spesso avviene) e che sappia dialogare con i contesti di riferimento e con gli stessi allestimenti museali”.

STRUMENTI DIGITALI PER RICOSTRUIRE MONDI, LUOGHI, MILIEU

Luca Dal Pozzolo, responsabile delle attività di ricerca in Fondazione Fitzcarraldo e direttore dell’Osservatorio Culturale del Piemonte, coordinerà il tavolo su ‘Ricostruire mondi, luoghi, milieu’. Le potenzialità e gli sviluppi del digitale nello strutturare la visita al museo e nel dispiegarne il versante esperienziale definiscono un dominio in forte espansione, nel quale una delle prospettive più interessanti è costituita dalla costruzione di una specifica poetica, la rappresentazione di ”cose” e l’immersione in contesti culturali non evocabili con le tradizionali tecniche di display. Il laboratorio vuole favorire un primo incontro tra responsabili dei musei e sviluppatori di tecnologie per individuare un ventaglio di piste di lavoro da sviluppare e sperimentare successivamente, che partano da un solido ancoraggio alle esigenze di produzione culturale dei musei, ma dispieghino al meglio le potenzialità della tecnologia nel costruire una innovativa poetica di comunicazione e coinvolgimento nei confronti dei visitatori.

LUCA DAL POZZOLO

Spiega Dal Pozzolo ad Agenzia CULT: “Innanzitutto, va chiarito che si parte dall’esigenza dei musei e non dalla disponibilità della tecnologia. La tecnologia può fare milioni di cose, il problema è tuttavia radicarla in quello che serve ai musei, dotarla di un senso profondo. Il nostro tavolo si dedica alla ricostruzione dei luoghi e dei milieu, quello che è interessante è far capire il clima culturale che ha prodotto un determinato bene, tutto l’immateriale che ha generato quegli oggetti di cui oggi ne guardiamo ciò che rimane. Questo è il compito di mettere insieme l’immateriale, un lavoro che sarebbe difficilissimo da fare con mezzi ‘analogici’, normalmente infatti queste cose si comprendono solo leggendo libri, e leggendone molti. Il digitale può aiutare le persone a entrare immersivamente in una cultura diversa, lontana nel tempo. Su questo ci piacerebbe ricevere delle proposte, a partire da quello che ne pensano i musei per arrivare a quello che possono fare gli esperti di tecnologia”.

I PARTECIPANTI

Al workshop del 1 febbraio al Maxxi realizzato in collaborazione di Icom Italia sono stati invitati, come detto, musei e professionisti del settore culturale e specialisti di aree rilevanti come ad esempio consulenti legali, esperti di marketing digitale, ricercatori del digitale, e rappresentanti di imprese di tecnologie applicate alla cultura. In particolare, oltre ai tre moderatori dei tavoli, saranno presenti Michela Addis, Professore Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese; Simone Arcagni, professore di nuovi media e nuove tecnologie Università di Palermo; Giuseppe Avenia, Dirigente del Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei templi, responsabile del Museo archeologico Pietro Griffo di Agrigento; Marco Barberis, CEO e Direttore Creativo di Punto Rec Studios; Monica Bernacchia, responsabile Comunicazione Museo Tattile Statale Omero; Federico Borreani, esperto in management culturale, fondatore di BAM! Strategie Culturali.

E ancora: Ivana Bruno, professore associato di Museologia – delegata del rettore al Public Engagement presso l’Università di Cassino e del Lazio meridionale; Elisa Bruttini, storica dell’arte, dal 2005 in Fondazione Musei Senesi, il sistema museale della provincia di Siena, di cui è direttrice dal 2014; Andrea Compagnucci, Direttore marketing e fundraising di Fondazione Arena di Verona; Prisca Cupellini, dal 2018 Responsabile dell’Ufficio Comunicazione del MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo, per le sedi di Roma e dell’Aquila; Deborah De Angelis, avvocato, esperto di diritto d’autore internazionale e dei beni culturali; Filippo Demma, MiC – direttore del Parco archeologico di Sibari e della Direzione regionale musei Calabria.

Roberto Ferrari, Direttore esecutivo del Museo Galileo, è stato direttore della Direzione “Cultura e Ricerca” della Regione Toscana (2015-2020); Fabio Fornasari, architetto museologo esperto in accessibilità culturale; Giuliano Gaia, co-founder InvisibleStudio; David Gallo, CEO e Managing Director di Centounopercento, il tech hub italiano leader specializzato nel settore delle tecnologie real-time immersive; Barbara Landi, Project Manager da 20 anni, si occupa di comunicazione, eventi e progetti speciali per ICOM Italia; Vittoria Lecce, responsabile dei Servizi Educativi e Accessibilità del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia; Alessandro Lorica, manager con 25 anni di esperienza, Direttore Generale DM Cultura srl.

Saverio Giulio Malatesta, Cultural project manager presso il Centro di ricerca DigiLab – Sapienza Università di Roma; Adelaide Maresca, Vice-presidente di ICOM Italia, è stata responsabile del settore Ricerche e pubblicazioni presso l’Ufficio Studi del MiBACT dal 1982 al 2014; Ginevra Niccolucci, consulente per enti culturali; Valentino Nizzo, PhD e specializzazione in etruscologia presso la Sapienza di Roma e post-doc presso il SUM di Firenze, dal 2017 direttore del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia: Eva Pietroni, primo Ricercatore presso l’IPSC-CNR, esperta di musei virtuali e tecnologie per i luoghi della cultura; Agata Marta Soccini, ricercatrice, docente, e responsabile del Laboratorio di Realtà Virtuale, presso il Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Torino; Ludovico Solima, prof. ordinario di Economia e gestione delle imprese e docente di Management delle imprese culturali presso l’Università della Campania “L. Vanvitelli”; Mitchell Broner Squire, responsabile Innovazione e Prodotto @ DotBeyond; Stefania Vannini, storica dell’arte Ministero della Cultura e referente per l’Accessibilità della Galleria Borghese.

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