“Se va bene va bene, se non va bene festeggeremo lo stesso, perché avremo creato un movimento che ci permetterà di organizzare eventi e manifestazioni tutti insieme. Ci interessa più il viaggio che la meta, l’idea è di creare un’opportunità per il futuro, un modello culturale su un territorio più vasto che è quello dei 41 comuni dell’area metropolitana di Bari”. Così il sindaco di Bari, Antonio Decaro, commenta con AgCult – a margine di un’audizione presso la Camera dei deputati – la candidatura di Bari a Capitale italiana della Cultura per il 2021. E da questo presupposto partirà il dossier, che dovrà essere consegnato al ministero dei Beni culturali entro il 2 marzo per poi essere esaminato da una giuria di sette esperti.
“Noi ormai ci sentiamo Capitale italiana della cultura per i teatri riaperti, i musei, gli spazi e la nostra offerta culturale importante, sia per i cittadini baresi sia per le migliaia di persone che ogni giorno ci vengono a trovare dalle parti più lontane del mondo. È una candidatura non di Bari città, è una candidatura che facciamo tenendo insieme un territorio che è l’area metropolitana, ovvero 41 comuni, esperienze culturali, musei, teatri, tradizioni e aspetti del paesaggio”.
Proprio in un momento, spiega Decaro, “in cui stiamo per varare la ‘Terra di Bari guest card’ che permetterà di fruire di spettacoli, eventi, manifestazioni culturali e visite all’interno di un territorio ampio che è quello dell’area metropolitana”. Il dossier, conclude il primo cittadino barese, “si ispirerà quindi a coinvolgere le specificità dei vari comuni in relazione con il capoluogo di regione”.
