“La pandemia ha messo in crisi un modello politico ed economico sul quale ci eravamo basati per anni. Adesso è necessario un cambio di vedute, ma preservando le tante cose buone che abbiamo a partire dai beni culturali”. Lo ha detto Massimo Bray, assessore alla Cultura e al Turismo della Regione Puglia, nel corso del panel “Quale ruolo e quali obiettivi per la cultura nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza?”, nell’ambito di ArtLab, la piattaforma per l'innovazione delle politiche e delle pratiche culturali promossa dalla Fondazione Fitzcarraldo.
“Va accolta positivamente la proposta delle 110 reti culturali europee di destinare alla cultura almeno il due per cento degli stanziamenti dei Piani nazionali EU – ha affermato Bray -. Già lo scorso aprile avevo segnalato come un provvedimento dedicato alla cultura avrebbe dato un segno chiaro di quale posizione l’Europa volesse assumere. La cultura ha dimostrato la capacità di essere un forte collante nella creazione di comunità”.
Tra le scelte culturali che vanno fatte, “c’è quella di rafforzare le strutture esistenti. Nessuno meglio del mondo delle soprintendenze conosce la situazione critica in cui versa il patrimonio culturale italiano. Quindi in tutti i progetti che verranno pianificati, va messa al centro la tutela del patrimonio storico, artistico e del paesaggio del nostro Paese”, ha sottolineato Bray che in merito alla stesura dei progetti per un modello di turismo per il futuro, auspica “la partecipazione di tutte le componenti del settore che raccontino le proprie esperienze”.
Per Bray la priorità va fissata soprattutto sulla qualità dei contenuti. “Abbiamo straordinarie piattaforme strumentali, ma una grande scarsità di contenuti -rileva -. La dimensione caratterizzante dell’impegno italiano nel mondo della cultura deve essere quella di sottolinearne la qualità dei contenuti. Questo significa tenere viva la filiera dei mestieri e delle professioni del cinema, delle biblioteche e delle case editrici”. Altrettanta centralità “va data anche alla scuola”.
“E’ giustissimo sottolineare le grandi sfide che abbiamo nel mondo digitale, va benissimo sottolineare la valenza del piano per quella che sarà un’Europa valorizzi la cultura – ha concluso Bray -, ma serve una grande attenzione ai lavori qualitativi, al lavoro quotidiano che dobbiamo fare nella tutela del patrimonio”.
