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"È ormai riconosciuto che le attività teatrali negli istituti penitenziari hanno non solo un carattere trattamentale nei confronti dei detenuti, ma anche un’importante funzione di collegamento con la società"
Camera, Pdl Su Sostegno Attività Teatrali Negli Istituti Penitenziari
Camera, pdl su sostegno attività teatrali negli istituti penitenziari

Riconoscere le attività teatrali negli istituti penitenziari come opportunità di cambiamento per i detenuti attori e come mutamento delle modalità relazionali di chi vive l’esperienza del carcere; promuovere percorsi di inserimento lavorativo per i soggetti in esecuzione di pena, per un loro reingresso nella legalità attraverso la promozione dell’acquisizione di nuove competenze; prevedere una fonte certa e duratura di finanziamento che possa dare continuità alle iniziative finora svolte e a quelle che si intende attivare. Sono alcuni degli obiettivi che si prefigge la proposta di legge a prima firma del deputato Raffaele Bruno (M5S) “Disposizioni per la promozione e il sostegno delle attività teatrali negli istituti penitenziari” – co-firmata tra gli altri dai pentastellati Casa, Azzolina, D’Uva, Orrico, Carbonaro, Gallo e dal dem Sensi – assegnata negli scorsi giorni alla commissione Giustizia di Montecitorio. Per Bruno, fondatore del collettivo “Gli Ultimi Saranno”, attivo da anni nella diffusione della pratica teatrale e artistica nelle carceri, “il recupero dei detenuti è materia di interesse collettivo e non particolare: ricordiamo che gli effetti della più o meno efficace riabilitazione di un singolo ricadono sempre, inevitabilmente, sulla società tutta”.

“In Italia da molti anni – si legge nella relazione – si sono moltiplicate le iniziative rivolte alle persone sottoposte a limitazioni della libertà personale finalizzate al miglioramento della qualità della vita in carcere attraverso le attività teatrali, che permettono di portare la tematica carceraria e della giustizia all’attenzione della cittadinanza per instaurare un rapporto diretto fra i detenuti e il mondo esterno dal quale sono momentaneamente esclusi. È ormai riconosciuto che le attività teatrali negli istituti penitenziari hanno non solo un carattere trattamentale nei confronti dei detenuti, ma anche un’importante funzione di collegamento con la società, nella creazione di rapporti che consentano un miglioramento delle condizioni di vita e il superamento dei pregiudizi non solo dei detenuti ma di tutto il personale coinvolto. Le iniziative sono state finora realizzate in modo sporadico e temporaneo grazie alla collaborazione di dirigenti, di operatori e di numerosi enti e associazioni. Ora è necessario fare un salto di qualità e riconoscere a livello nazionale la dignità delle attività teatrali negli istituti penitenziari, come strumento fondamentale per promuovere l’educazione alla cura di sé e la crescita culturale dell’individuo attraverso la conoscenza e la pratica di forme artistiche che favoriscono l’interazione tra le diverse culture e lo sviluppo dei rapporti interpersonali”.

LA PROPOSTA DI LEGGE

L’articolo 1 reca le finalità della legge ed elenca le attività teatrali da organizzare negli istituti penitenziari per attuare tali finalità. Si prevede, inoltre, l’istituzione di un Osservatorio permanente sulle attività teatrali negli istituti penitenziari e di un Tavolo tecnico per lo sviluppo e la realizzazione delle citate attività, istituito presso l’Osservatorio. Il comma 6 stabilisce che il Tavolo tecnico presenti annualmente al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria un programma di attività articolato in obiettivi e azioni prioritarie in coerenza con una programmazione triennale. Il comma 8 individua le attività degli enti, delle associazioni e delle imprese, anche sociali, che collaborano con l’amministrazione penitenziaria alla realizzazione degli obiettivi previsti dalla legge. Il comma 9 prevede che nella relazione annuale di cui all’articolo 5, comma 3, della legge 22 giugno 2000, n. 193, sia istituita un’apposita sezione sulle attività svolte ai sensi della legge e sulle iniziative realizzate per la promozione delle attività teatrali negli istituti penitenziari, nonché una specifica valutazione sulla disponibilità e sull’idoneità degli spazi destinati alle attività teatrali e sugli interventi realizzati ai sensi dell’articolo.

L’articolo 2 prevede che, in ciascun istituto penitenziario che ne sia sprovvisto siano individuati appositi spazi da dedicare alle attività teatrali e allo sviluppo di percorsi artistici, anche sperimentali, volti all’inserimento lavorativo dei soggetti in esecuzione di pena, attraverso l’acquisizione di competenze artistiche, relazionali e professionali. L’articolo 3 prevede l’istituzione di un Fondo per la promozione e il sostegno delle attività teatrali negli istituti penitenziari e stabilisce la relativa copertura finanziaria. Il Fondo, in particolare, è volto a finanziare la partecipazione di professionisti dello spettacolo e delle imprese sociali, degli enti e delle associazioni di cui all’articolo 1, comma 2, nonché all’erogazione di benefìci economici in favore del personale interno che collabora alla realizzazione degli spettacoli.

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