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“Volterra ha la sua unicità”, afferma ad AgCult il sindaco Giacomo Santi. Il dossier di candidatura “metterà al centro la persona umana”, spiega l’assessore alla Cultura Dario Danti

Cura, accoglienza, inclusione. Sono le linee guida individuate dal Comune di Volterra alle prese con la stesura del dossier di candidatura a Capitale italiana della Cultura 2021, da inviare entro il 2 marzo al Mibact. “Volterra ha la sua unicità, quella della rigenerazione iniziata nei primi anni del ’900, quando è nato uno dei manicomi più grandi d’Italia, fino ad arrivare ai giorni nostri, con una città che si prende ancora cura delle persone che hanno difficoltà”, spiega ad AgCult il sindaco Giacomo Santi. Un dossier che “metterà al centro la persona umana”, gli fa eco l’assessore alla Cultura Dario Danti, facendo riferimento sia “al manicomio, e a tutto quello che ne è conseguito in termini di accoglienza e di riconversione della struttura”, ma anche “alle tante altre realtà che sul territorio insistono”.

LA RIVINCITA DEI PICCOLI COMUNI

Volterra è uno dei comuni più piccoli a presentare la propria candidatura e la sua designazione – afferma l’assessore Danti – “potrebbe rappresentare un’inversione di tendenza. Hanno sempre vinto capoluoghi di provincia o province. Potrebbe essere un’occasione per far vedere che anche le piccole realtà come Volterra, ma ricche di patrimonio architettonico, possono dare uno sviluppo al Paese”. Presentando la candidatura, il comune ha fatto “un ragionamento sulle aree interne, su cui anche il presidente Mattarella ha insistito recentemente, che sono l’ossatura del Paese”: l’obiettivo è “partire da Volterra – sottolinea il sindaco Santi – e costruire anche un piano strategico di un’area più vasta”. Un percorso partecipato, quindi, che coinvolga l’intero territorio. “Sono 26 i comuni che ci appoggiano e che hanno aderito alla nostra iniziativa – spiega il primo cittadino di Volterra – con i quali continuerà un rapporto collaborativo anche in seguito”.

ASSI CULTURALI E PROGETTI CONDIVISI

La città ha individuato otto punti chiave su cui farà perno la candidatura (Volterra storica, Volterra inclusiva, Volterra internazionale, Volterra digitale, Volterra innovativa, Volterra folle, Volterra che cura, Volterritorio) e da lì inizierà il lavoro. “Vogliamo che gli 8 assi culturali – conclude l’assessore – siano condivisi con i progetti che le associazioni invieranno, che incroceremo con il lavoro che faranno i giovani chiamati attraverso la call”. (Per approfondimenti leggi: Volterra Capitale italiana della Cultura, al via call per la selezione di 21 giovani).

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