“In Italia c’è la cattiva abitudine di celebrare gli anniversari troppo a ridosso. Anche perché c’è una norma di legge, che andrebbe corretta, la quale prevede che i Comitati Nazionali delle celebrazioni debbano essere costituiti l’anno precedente alle manifestazioni. Questo non è conciliabile con le esigenze di qualità e di organizzazione. Però per una volta per il trittico delle commemorazioni di Leonardo, Raffaello e Dante siamo partiti in anticipo con una legge che ha unificato le tre grandi celebrazioni e ha consentito di dare un aspetto unitario”. Lo ha detto il ministro della Cultura, Dario Franceschini, nel corso della conferenza stampa di presentazione delle mostre dell’Accademia Nazionale dei Lincei per il VII centenario di Dante. “I 700 anni della morte di Dante sono un momento di orgoglio nazionale anche perché coincidono con la voglia di ripartenza dell’Italia dopo la pandemia – ha sottolineato Franceschini -. Il Covid è stato un momento drammatico di rottura, ma lascia una grande voglia di ripartire. C’è grande bisogno di beni immateriali, di cultura, di intelligenza e di spazi per la riflessione”.
