La commissione Esteri del Senato ha approvato all'unanimità il disegno di legge di ratifica della Convenzione del Consiglio d’Europa, firmata a Nicosia il 19 maggio 2017, per prevenire e combattere il traffico illecito e la distruzione di beni culturali. Il testo è quindi pronto ad andare in Aula a ricevere l'ok in prima lettura per poi passare alla Camera per diventare legge.
“Finalmente abbiamo avuto il parere favorevole della commissione Bilancio e abbiamo votato il provvedimento che ha ricevuto semaforo verde all'unanimità”, spiega ad AgCult, al termine della seduta della 3a commissione, il senatore Gianluca Ferrara (M5S), firmatario del ddl, che aggiunge: “Adesso toccherà alla Conferenza dei Capigruppo stabilire la data di approdo in Aula”.
Soddisfatto il presidente della commissione Esteri, nonché relatore del provvedimento, Vito Petrocelli (M5S): “Il nostro lavoro è terminato, ora si tratta di attendere i passaggi nelle Aule di Senato e Camera. Spero che il ddl venga approvato e diventi leggi dello Stato perché ne vale la pena. Noi ce l'abbiamo messa tutta per licenziarlo in tempi rapidi, abbiamo sollecitato la commissione Bilancio affinché rilasciasse il proprio parere. Voglio anche sottolineare l'atteggiamento collaborativo al cento per cento del Ministero degli Esteri”.
La Convenzione di Nicosia si propone di prevenire e combattere la distruzione, il danneggiamento e la tratta di beni culturali; rafforzare l’attività di prevenzione e la risposta del sistema di giustizia penale a tutti i reati di natura culturale; promuovere la cooperazione nazionale e internazionale nella lotta contro i reati riguardanti la proprietà culturale. Il preambolo afferma l’importanza della proprietà culturale che costituisce un elemento essenziale per la cultura e l'identità dei popoli, esprimendo preoccupazione per la crescita dei reati diretti contro la stessa.
La Convenzione di Nicosia sostituirà la precedente Convenzione di Delphi, aperta alla firma nel giugno 1985 ma mai entrata in vigore per il mancato raggiungimento del numero di ratifiche necessarie. I lavori di preparazione della Convenzione sono stati condotti in collaborazione con varie organizzazioni internazionali, tra cui Unidroit, Unesco, Unodc, l'Unione Europea, e sotto l'autorità del Comitato europeo del Consiglio d’Europa sulle questioni criminali e del suo gruppo specializzato sui reati riguardanti la proprietà culturale (PC-IBC). I lavori sono stati avviati anche a seguito della sesta Conferenza del Consiglio d’Europa dei Ministri responsabili per i beni culturali (Namur, 2015) dove è stata condannata la “distruzione deliberata del patrimonio culturale e il traffico illecito di beni culturali” e si è deciso di rafforzare la cooperazione europea sulla materia.
