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Tra i punti del documento condiviso dagli assessori alla cultura anche la proroga della legge Bray e la diversificazione territoriale per gli ammortizzatori sociali

Le Regioni italiane sono pronte a chiedere nuovi interventi da parte del governo nei confronti del settore culturale. Una riunione in videoconferenza ha messo oggi in collegamento gli assessori alla cultura da Nord a Sud per mettere a punto un documento che al momento è ancora in fase di definizione. A quanto apprende AgCult, nel testo sarà chiesto al ministro dei Beni culturali Dario Franceschini di prevedere sostegni adeguati anche per quanti non sono all’interno del Fondo Unico per lo Spettacolo (FUS). Il timore delle Regioni è infatti che, muovendosi solo nell’ambito del Fus, sia esclusa oltre la metà dei soggetti di produzione, teatri, musica, festival, spettacoli colpiti dalle restrizioni imposte dall’emergenza coronavirus. Solo in Lombardia, per fare un esempio, il Fus copre appena il 33% delle realtà territoriali. Alla videoconferenza erano presenti Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Liguria, Toscana, Piemonte, Calabria, Friuli Venezia Giulia e in ascolto Puglia e Sicilia.

Tra le altre richieste ci sarà anche quella di prorogare ulteriormente la legge Bray per il risanamento delle Fondazioni lirico-sinfoniche. La norma, appena prorogata al 31 dicembre 2020 con il Decreto Milleproroghe di dicembre, dovrebbe quindi slittare di un altro anno. Altro tema è quella degli ammortizzatori sociali già previsti nel decreto Cura Italia dal governo ma che rischiano di essere applicati senza tenere in giusta considerazione la disomogeneità territoriale. Ad esempio, sempre in Lombardia, molte realtà hanno chiuso i battenti ben prima del resto d’Italia con effetti dannosi maggiori. Di questo, chiedono le Regioni, è giusto tenere conto. Infine, nel documento finale dovrebbe confluire anche la richiesta di estensione dell'Art Bonus anche ai soggetti oggi non ammessi.

L’auspicio degli assessori alla cultura è che le loro richieste possano essere accolte già in sede di conversione in legge dell’ultimo decreto varato dall’esecutivo, anche se molto più probabilmente, potranno trovare spazio in un nuovo provvedimento che il governo dovrebbe adottare in tempi non troppo lunghi.

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