skip to Main Content

“È stato necessario cominciare da zero ed io ho voluto farlo con un approccio e un metodo aperti, all’insegna della partecipazione e della trasparenza – rimarca Orrico -. Non un progetto calato dall’alto ma un percorso condiviso, basato sul dialogo costante tra le istituzioni e con la città, perché le politiche culturali non possono essere a senso unico, materia per pochi eletti che decidono per tutti, ma devono nascere dall’ascolto e dal confronto. Siamo partiti a febbraio con una due giorni di incontri, per ascoltare le proposte, le idee, le istanze di comitati civici, associazioni, organizzazioni di volontariato, semplici cittadini. Siamo andati avanti anche durante i mesi difficili del lockdown, lavorando in sinergia con tutti i soggetti coinvolti. Lunedì 14 settembre il contratto è stato sottoscritto. Allo stesso tavolo ci siamo seduti Mibact, altri ministeri, Comune, Provincia, Regione, Università, Demanio, Invitalia, trovando una sintesi. Venerdì 25 settembre abbiamo presentato e spiegato il piano di interventi ai cittadini, in un incontro pubblico”.

“Cosenza potrà rilanciarsi attraverso la cultura, che sarà al centro come catalizzatore di tutti quei processi necessari a ricostruire il tessuto sociale ed economico del territorio – assicura la sottosegretaria al Mibact -. Gli spazi destinati ad attività culturali non si limiteranno perciò a fungere soltanto da ‘attrattori’, ma dovranno essere luoghi di produzione, incontro e relazione, capaci di favorire la riaggregazione e il coinvolgimento attivo della comunità locale, con particolare attenzione ai giovani, e di attivare processi di inclusione sociale”.

“E quello che vale per Cosenza vale per qualunque altra città, per qualunque altro centro o piccolo borgo del nostro Paese. Sono in dirittura d’arrivo anche gli altri CIS, ma al di là degli strumenti a disposizione l’importante è sottolineare sempre la forza dirompente che ha la cultura, affermare l’idea che la cultura è capace di liberare ovunque energie positive, agendo come leva di coesione e di inclusione, come motore di crescita e di sviluppo e come generatore di ricchezza e di benessere. L’Italia ha una cultura e un patrimonio culturale straordinari, si tratta di attivare gli strumenti migliori per sfruttarne l’enorme potenziale, rispondendo ai cambiamenti del tempo, per non lasciare indietro nessuno. È quello che stiamo facendo”, conclude Orrico.

 

© AgenziaCULT - Riproduzione riservata

Back To Top