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La richiesta dell'Associazione al Ministro Garavaglia per sostenere anche i professionisti durante questi mesi di crisi

Le associazioni di categoria dei professionisti del turismo sono seriamente preoccupate di fronte all’aggravarsi della pandemia e premono il Ministero del Turismo affinché dal Fondo Unico Nazionale per il Turismo previsto dalla legge di bilancio 2022 e a cui il Governo sta lavorando non siano esclusi i professionisti del settore. “Nel nostro Paese il turismo non coincide solo con gli stabilimenti balneari, le piste da sci e i ristoranti” si legge sul comunicato di AGTA (Associazione Guide Turistiche Abilitate). “Le guide turistiche e gli accompagnatori lavorano prevalentemente nelle città d’arte e i numeri entusiasmanti registrati l’estate scorsa dalle strutture al mare e in montagna non hanno nulla a che vedere con le visite guidate e i viaggi di gruppo su cui si imperniano le nostre professioni”.

La Presidente nazionale di AGTA, Isabella Ruggiero, spiega: “Il peggioramento della situazione pandemica negli ultimi mesi ha spazzato via le speranze di una ripresa nel periodo delle festività e mette a rischio anche la prossima alta stagione. Le crescenti restrizioni introdotte per fronteggiare l’epidemia, gli avvisi allarmistici di altre nazioni che esortano a non venire in Italia, le difficoltà per viaggiare in aereo tra voli cancellati e impennata dei costi, il continuo cambiamento delle norme che risultano particolarmente confuse agli stranieri, il moltiplicarsi dei contagi che impone l’isolamento a milioni di persone e infine l’impossibilità di programmare addirittura le uscite (visite a mostre e musei) nella propria città costringendo continuamente ad annullare qualsiasi impegno: tutto questo attanaglia e distrugge inevitabilmente il settore turistico – che è basato sulla programmazione – e in particolare l’attività di guide e accompagnatori, imperniata su viaggi, gruppi, eventi, congressi, gite e uscite di scolaresche.

La richiesta inviata al Ministro, che fa seguito a un’altra del 20 dicembre scorso, è stata firmata da tre sigle nazionali di categoria: AGTA, GTI e Agilo che scrivono: “I colleghi specializzati in lingue orientali sono fermi da Febbraio 2020, ma anche quelli che lavorano con i mercati occidentali non possono sopravvivere con i numeri attuali. La nostra categoria ha bisogno di ulteriori sostegni in parallelo con il prolungarsi della pandemia e il nuovo blocco del settore.” E Ruggiero specifica: “E’ indispensabile pensare anche ai professionisti, non solo ai lavoratori con impiego. Un contributo calcolato sulle perdite del 2021 rispetto al fatturato 2019 permetterebbe di indirizzare gli aiuti verso chi non ha altri introiti e chi svolgeva questa come professione esclusiva, per garantire al Governo la giusta destinazione degli aiuti”.

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