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“La cultura è un comparto caratterizzante del nostro sistema produttivo e come tale andrebbe trattato. I ristori servono alla sopravvivenza ma non possono bastare. Ci vogliono investimenti”. Lo ha detto il senatore di Forza Italia Andrea Cangini, membro della commissione Cultura di Palazzo Madama, intervenendo nel corso del convegno denominato ‘Chiamata alle arti’ promosso dal Patto per le Arti Performative, coordinamento di federazioni, associazioni e formazioni indipendenti di Teatro, Musica e Danza, Circo e Spettacolo Urbano. Andrea Cangini ha poi espresso la preoccupazione sugli effetti del lungo periodo di chiusura su un comparto già in difficoltà. “Sono preoccupato sulle conseguenze che questo lockdown culturale provocherà – ha proseguito Cangini – Temo che questo lungo periodo di astinenza dallo spettacolo dal vivo e dalle sale cinematografiche rischi di incoraggiare una tendenza iniziata prima della pandemia, cioè l’uscita del pubblico dalle sale ed il ripiegamento di fronte ad uno schermo”. Il senatore forzista ha delineato i punti essenziali da affrontare: “Bisogna portare innanzitutto almeno alla media europea la spesa della cultura – ha elencato Cangini – C’è poi la necessità di inquadrare dal punto di vista giuridico ed amministrativo le professioni che compongono il variegato mondo della cultura. È importante anche riformare la legge dello spettacolo dal vivo e rivedere il concetto del Fus, con la necessità di contemperare il centro con la periferia. Ma è anche necessario catalogare il patrimonio artistico cosiddetto minore, cosa di cui la commissione intende occuparsi. Dobbiamo approfittare di questa tragica parentesi – ha concluso – per mettere mano al sistema”.

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