“Tutti noi ci siamo trovati di colpo immersi in un cambiamento epocale, arrivato in modo traumatico: qualcuno ha detto che in 1 anno è cambiato quello che probabilmente sarebbe cambiato in 10 anni e credo che sia effettivamente così. Nella nostra vita sono entrate prepotentemente delle cose e delle situazioni che non immaginavamo di incontrare così in fretta”. Lo ha detto il ministro della Cultura, Dario Franceschini, intervenendo alla presentazione del Rapporto Civita. “La domanda che ora dobbiamo farci è molto semplice: chiusa la stagione della pandemia, tutto tornerà come prima o viceversa molte cose che abbiamo scoperto nelle nostre società e nelle nostre vite individuali resteranno? Io credo che sarà questa seconda cosa, molte cose che abbiamo scoperto, in particolare nel rapporto con il digitale, resteranno e quindi dobbiamo assolutamente esplorare questo tempo nuovo. Il ministero sta cercando di adeguarsi a questo, ha promosso diverse iniziative: abbiamo incentivato la partenza della piattaforma ITsART; abbiamo finanziato la nascita di una digital library che ha l’obiettivo molto ambizioso di digitalizzare tutto il patrimonio enorme di dati dei nostri archivi, biblioteche, sovrintendenze e istituti, mettendoli a disposizione di tutti. Stiamo inoltre assistendo a un fiorire di iniziative delle singole istituzioni e dei singoli musei che offrono delle modalità nuove di accesso alla cultura. Un terreno enorme da esplorare che per esplorare bisogna studiare prima”, ha concluso il titolare del Collegio Romano.
