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Una delegazione è stata ricevuta dal capo di Gabinetto del ministro Franceschini

Questa mattina lavoratori e lavoratrici esternalizzate dei musei, delle biblioteche, dei parchi archeologici e di tanti altri luoghi della cultura si sono incontrati davanti al Ministero della Cultura, in via del Collegio Romano, per manifestare la loro rabbia e il loro dissenso nei confronti di un’amministrazione ministeriale che da anni ha deciso di non occuparsi del precariato e dello sfruttamento del settore: situazione aggravatasi enormemente con lo scoppio della pandemia ormai 16 mesi fa. Hanno aderito all’appello lanciato dall’associazione Mi Riconosci sindacati come UCLAS, UILPA, COBAS Lavoro Privato, USB Cultura e Spettacolo, e le Federazioni Giovani Democratici di Roma, Lazio, Marche, Trentino, Venezia, Padova, Emilia-Romagna, Toscana, oltre a tante cittadine e cittadini.

“Come lavoratrici e lavoratori dei ben culturali siamo arrabbiati e frustrati, la situazione è sempre più insostenibile, abbiamo colleghi che rischiano lo sfratto o che hanno dovuto cambiare lavoro dopo vent’anni” dichiara Eleonora Fossi dell’associazione Mi Riconosci, promotrice della manifestazione “ma nonostante tutto ciò sia evidente e noto da tempo, nonostante le proposte di riforma non siamo mai mancate, il Ministero in questi mesi ha deciso di non ascoltare la voce di questi lavoratori preferendo trincerarsi nella conservazione di un sistema basato su profitti per pochi e sfruttamento e danni per molti. Per questo siamo qui”. (segue)

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