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"Dall'indagine emerge non solo il numero ridotto di statue femminili, ma anche che la netta maggioranza siano realizzate da artisti uomini e che l’immagine della donna proposta spesso sia conforme a stereotipi femminili che la vogliono giovane e sensuale"

Dal 19 dicembre è online la mappa dei monumenti femminili italiani curata dall’Associazione Mi Riconosci. La mappa nasce a seguito dell’indagine sulla presenza femminile nelle statue pubbliche nel nostro Paese, condotta dall’associazione tra settembre e ottobre 2021, i cui risultati sono stati pubblicati online a fine ottobre. “L’inchiesta – ricorda l’Associazione in una nota – ha avuto grande riscontro mediatico, è stata citata e commentata sui quotidiani nazionali e ha suscitato l’interesse di amministrazioni e figure politiche, alcune delle quali hanno già scambiato idee e discusso proposte insieme agli attivisti dell’associazione”. La mappa si configura come uno strumento aggiuntivo, più completo, contenente tutti i dati raccolti dall’associazione. Riporta la georeferenziazione di statue pubbliche dedicate a donne realmente vissute, a figure anonime collettive (come la partigiana o la mondina) e a figure letterarie o leggendarie. Trovano spazio anche alcune opere dedicate alla donna in generale o a tematiche ricondotte dal monumento alla sfera femminile. Sono invece escluse le allegorie (come la Patria e la Vittoria), le figure mitologiche, le Madonne. Per ogni monumento è indicato titolo, luogo, autore e anno di inaugurazione. La mappa permetterà a tutti i ricercatori, gli studiosi, i giornalisti, le amministrazioni o semplicemente ai curiosi, di usufruire di questi dati gratuitamente e sarà in costante aggiornamento sul sito dell’associazione, in base alle segnalazioni man mano raccolte.

Mi Riconosci consiglia di leggere e consultare la mappa insieme all’analisi dei risultati dell’indagine, dalla quale emerge non solo il numero ridotto di statue femminili, ma anche che la netta maggioranza di queste opere siano realizzate da artisti uomini e che l’immagine della donna proposta spesso sia conforme a stereotipi femminili che la vogliono giovane e sensuale, o dedita alla cura di uomini e bambini. Inoltre, più di metà dei monumenti individuati sono stati eretti dopo il 2000. Dunque, “attraverso l’indagine e la nuova mappa interattiva, si vuole compiere un primo passo verso una maggiore consapevolezza di come viene rappresentata la figura femminile nel nostro Paese, per sensibilizzare la comunità e le istituzioni in modo da favorire un’immagine della donna più dignitosa, indipendente e autorevole, nonché spingere le amministrazioni a optare per processi più partecipati e inclusivi, che tengano conto della qualità dell’opera e degli artisti coinvolti”.

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