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“Sono anni che la politica si riempie la bocca di formule sterili come “con la cultura si mangia” o, a seconda dei casi, “non si mangia”. Sterili, perchè alle parole non sono mai seguiti i fatti, e a subirne le conseguenze è da sempre l'ultimo anello della catena, cioè gli operatori della cultura”. Lo ha sottolineato la senatrice Danila De Lucia (M5S) nel suo intervento in Aula del Senato nel corso del voto finale sul Dl Cultura.

“Come Movimento 5 Stelle abbiamo assunto l'impegno solenne di stare al loro fianco e il voto di oggi lo dimostra: con questo provvedimento finalmente affrontiamo e risolviamo l'annosa questione del personale precario delle Fondazioni Lirico Sinfoniche. Una stortura che finora non aveva mai trovato spazio nel dibattito parlamentare, poiché tutto era lasciato all’improvvisazione e alle necessità del momento. Ci siamo resi conto che l’attenzione riservata a questo settore è stata troppo spesso inadeguata rispetto al fabbisogno, al prestigio che i teatri d’opera conferiscono, e soprattutto agli effetti positivi che l’offerta lirico- sinfonica produce sul tessuto economico locale. I teatri lirico-sinfonici italiani, com’è noto, dipendono in larghissima misura dai contributi dello Stato, ma anche di Regioni ed enti locali. In genere, anche se vi sono importanti eccezioni, piuttosto modesto è il sostegno dei privati. Ecco perché noi del Movimento 5 Stelle abbiamo deciso di dedicarci a un risanamento di quello che si è dimostrato essere un vero e proprio campo minato”. 

Articolo 1

“Ebbene, l'articolo 1 costituisce il cuore del testo del decreto, comprese le ragioni e l'urgenza che vi sottostanno. Si tratta di materia delicata, da anni ormai – non solo per gli addetti ai lavori, ma anche per chi ne ha seguito i tentativi e le fasi di risanamento – sospesa tra ragione e sentimento, orgoglio e pregiudizio, fastidio e fascino, resistenza e resa… Ma soprattutto si tratta di materia in cui si intrecciano «pubblico» e «privato» e proprio questo ircocervo giuridico ha generato una serie di criticità che sono alla base del grave stato di crisi in cui ha versato (e in buona parte continua a versare) l'intero comparto. La nostra scelta è stata quella di tamponare con un intervento di tipo correttivo e di semplificazione una stratificazione legislativa che -tra fine e principio del nuovo anno- avrebbe condotto a scadenza quanto stabilito dalla Bray, con effetti preoccupanti e svantaggiosi sia sui lavoratori e le maestranze impiegate nelle Fondazioni, sia per la sopravvivenza stessa degli Enti. È chiaro che questo passaggio, benché necessario, non sia sufficiente. Il passo successivo, che ci attende, consiste nel favorire e portare a compimento il processo di risanamento, adottando modelli di gestione più proficui nonché la revisione delle modalità di nomina e dei requisiti dei sovrintendenti, in un più ampio quadro di riferimento entro il quale dovranno essere affrontati la sostanza, la natura interna, gli stessi principȋ di governance delle Fondazioni. Solo in tal modo l'opera lirica, insieme con la musica sinfonica e il balletto, non solo potranno essere rilanciate ma potranno svolgere quella missione culturale che appartiene a ciascuna Fondazione e che gli è propria, quali enti di valore culturale, impegnati nella trasmissione del sapere e presidio della memoria storica e identitaria italiana. Più nel dettaglio -dal punto di vista del reclutamento- pur alla luce della sostenibilità economico-finanziaria e in coerenza con il fabbisogno, ci si è preoccupati di addivenire in breve agli auspicati, necessari ampliamenti delle dotazioni organiche. Oltre ad assumere personale a tempo indeterminato mediante esperimento di apposite procedure selettive pubbliche, è stata introdotta anche una disciplina transitoria, salvaguardando e valorizzando al tempo stesso, attraverso procedure selettive riservate (la cui quota-parte è stata elevata dal 50 al 70%), le competenze acquisite dal personale «precario» sia artistico e tecnico, sia amministrativo. Decisivo, in tal senso, il lavoro svolto in Commissione, di concerto con gli uffici ministeriali per poter emendare e migliorare il testo del decreto: in particolare, 3 nelle more di riforme più ventilate che realizzate finora e in attesa del completamento delle dotazioni organiche, evitando le mancate proroghe (e dunque il licenziamento), dopo aver stabilito un termine di 36 mesi (a decorrere dal 1° luglio del 2019), in modo che fossero consentiti l'assunzione del lavoratore a tempo determinato, la proroga o il rinnovo contrattuale”.

Articolo 2

“Probabilmente, il principale tra i problemi che hanno costituito criticità nell'ambito dei beni culturali è stato il combinato disposto formato da insufficienza di personale e carenza strutturale di fondi. È chiaro che la conservazione e la valorizzazione dei beni culturali non possono prescindere da un serio piano di investimenti e che la tanto auspicata ripresa economica passi necessariamente, in Italia, attraverso la valorizzazione delle risorse culturali. Questo il senso dell'articolo 2 e dell'incremento del finanziamento ivi stabilito per il recupero e la conservazione dei beni culturali, archeologici, storici, artistici, archivistici e librari, nonché per interventi di restauro paesaggistico e per attività culturali”.

Articolo 3

“Misure di semplificazione e sostegno al cinema e all'audiovisivo sono contenute nell'articolo 3. Tra quelle adottate giovi segnalare che sono rese più duttili e funzionali le modalità con cui i fornitori di servizi di media audiovisivi sono tenuti a promuovere le opere europee e italiane. Ancóra: si stima che 9 film pirata su 10, reperibili on-line, siano frutto di opera di camcording, vale a dire la registrazione abusiva di un'opera filmica in sala cinematografica. Il camcording può dunque considerarsi fonte primaria della pirateria i cui profitti finanziano le organizzazioni criminali e penalizzano tutte le maestranze e le professionalità coinvolte nella realizzazione di un’opera audiovisiva. Ebbene, nel pieno rispetto della privacy, si introducono importanti misure a contrasto della pirateria audiovisiva. 4 Importante anche l'approvazione dell'emendamento che, nel colmare una lacuna normativa, uniforma al 75% l'aliquota di compensazione fiscale per coloro che si avvalgono di un credito d'imposta attraverso investimenti in campagne pubblicitarie su giornali quotidiani e periodici e sulle radio e televisioni locali, di valore incrementale superiore all’1% rispetto agli analoghi investimenti effettuati sullo stesso mezzo nell’anno precedente”.

Articolo 4

“Un breve passaggio poi sul secondary ticketing. Nell'ultima legge di bilancio, al fine di contrastare il fenomeno del bagarinaggio, era stato inserito l'obbligo di biglietto nominale per gli spettacoli organizzati in locali di capienza superiore ai 5.000 spettatori. Con l'articolo 4 del decreto la categoria dello «spettacolo viaggiante» viene esclusa dal novero degli spettacoli che (a decorrere dal 1° luglio 2019) sono sottoposti all'obbligo di utilizzare titoli di accesso nominali”.

Articolo 5

“Da ultimo, secondo un modello già di recente adottato per le Universiadi 2019, si è ritenuto opportuno, oltreché necessario, al fine di accelerare e semplificare le procedure dirette alla stipula di appalti per la realizzazione dei servizi, nonché per le forniture e i lavori strumentali all'evento UEFA Euro 2020, prevedere che «Roma Capitale» possa nominare un apposito commissario al fine di svolgere le funzioni di stazione appaltante sostituendosi agli organi del Comune. Ebbene, mi fa piacere sottolineare che con l'approvazione di questo decreto l'opera lirica, insieme con la musica sinfonica e il balletto, non solo potranno essere rilanciate ma potranno svolgere quella missione culturale che appartiene a ciascuna Fondazione e che gli è propria, quali enti di valore culturale, impegnati nella trasmissione del sapere e presidio della memoria storica e identitaria italiana. Comunque, è bene sottolineare, che non ci fermeremo qui. Il Movimento 5 Stelle andrà avanti finché possibile per sostenere e rilanciare DAVVERO la cultura e chi ogni giorno spende sé stesso per ogni forma di crescita culturale di questo meraviglioso e straordinario Paese. 5 Pertanto, a nome del gruppo del Movimento 5 Stelle, dichiaro il nostro voto favorevole”.

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