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Analisi sugli impatti sul sistema culturale delle norme inserite nella legge di conversione del DL n. 76/2020: dal partenariato speciale pubblico-privato alle attività di valorizzazione dei beni culturali e dei servizi integrati nei luoghi di cultura

Sempre con riguardo all’art. 115, l’intervento modifica il relativo comma 4 disponendo che, anche con riguardo alle ipotesi di gestione indiretta, l’amministrazione può rimanere titolare dell’attività di progettazione, anche di dettaglio, dei servizi e delle attività oggetto di affidamento, pur rimanendo il ‘rischio operativo’ a carico del concessionario e fermo restando ‘l’equilibrio economico e finanziario della gestione’. 

“Si tratta di una previsione che appare indirizzata a preservare, anche nelle ipotesi di gestione indiretta da parte dei privati, la funzione progettuale in capo al soggetto pubblico (naturalmente ove ciò sia possibile alla luce delle effettive competenze e risorse a disposizione). In questa prospettiva essa sembra quindi muoversi in leggera controtendenza rispetto alla più generale propensione dell’ordinamento a valorizzare, con riguardo ai rapporti di partenariato pubblico-privato (tra cui rientrano le concessioni), l’affidamento congiunto al privato della progettazione e dell’esecuzione, in un’ottica di maggiore coinvolgimento dello stesso (soprattutto in ragione dei maggiori rischi che si assume). In sostanza, tale norma sembrerebbe accentuare la specialità del settore dei beni culturali rispetto al riparto dei compiti tra pubblico e privato in sede di predisposizione delle procedure negoziali. Si tratta di una specialità che, seppur condivisibilmente preordinata a valorizzare l’expertise e le competenze interne del Ministero, non dovrà comunque condurre ad una eccessiva deresponsabilizzazione dei privati o ad un eccessivo depotenziamento della carica propulsiva e innovativa di cui essi possono portatori già in sede progettuale (soprattutto quando il progetto di valorizzazione e di recupero del bene si dimostrasse particolarmente attento alle specifiche esigenze culturali e sociali dei territori e delle comunità di riferimento)”. (segue)

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