Invece, prosegue il presidente di Federculture, “legare l’apertura dei musei alla variabile dell’attribuzione di colori alle regioni di appartenenza rende imprevedibile la durata dei periodi apertura e di chiusura, con conseguenze non gestibili sull’organizzazione del personale e delle prenotazioni. L’esperienza fatta nei mesi scorsi dimostra che le misure adottate e rigidamente attuate nei luoghi della cultura li rende assolutamente sicuri dal punto di vista sanitario e la domanda del pubblico è la dimostrazione di un bisogno reale e costituisce un evidente strumento di attenuazione dell’impatto dovuto al disagio imposto dalla situazione generale”.
“Riteniamo di poter esprimere una valutazione unanime della categoria interessata nel chiedere a lei e al governo, sia pure nella particolare e grave contingenza della pandemia, di poter rivedere questa decisione per rendere possibile una meno incerta programmazione delle attività e consentire ai cittadini, nella massima sicurezza, di poter godere almeno di questo ristoro immateriale”, afferma Cancellato che così conclude: “Scindere i criteri di apertura dalla classificazione delle zone, non produrrebbe nessuna incongruenza, dal momento che, comunque, i residenti nelle aree a più alto rischio, sarebbero comunque soggetti alle restrizioni di carattere generale. Le chiediamo, pertanto, di prendere in seria considerazione tale possibilità, per consentire una prima, pur parziale, ripresa della vita culturale a favore della cittadinanza”.
